„ Che cosa dite di streghe, vecchie perverse? sclamò Mortsheugh, che avendo allora terminata la sua distribuzione, udì sonarsi all'orecchio le ultime tremende parole di Ersilia. Avreste mai fatti sortilegi nel mio cimiterio per tirar disgrazie addosso ai novelli sposi? Levatevi di qui, o con un buono staffile vi fo correre più presto di quel che vorreste. „

„ Eh santo Dio! disse Ersilia. Quanta superbia meniamo per il nostro bell'abito nero nuovo e per la nostra parrucca ben pettinata, senza ricordarci più delle fami e delle seti che abbiamo sofferte! E nondimeno passeremo tutta intera questa notte segando il violino al castello, in compagnia d'una ventina di saltimbanchi raccolti venti miglia all'intorno! Ma pregate Dio, che il vostro cantino non si rompa, John Mortsheugh; non vi dico altro! „

„ Buone persone (così dicendo Mortsheugh, si volgeva a tutti i poveri che gli stavano appresso) vi chiamo a testimonj dei mali augurj che mi porta questa vecchiaccia. Se sta notte succede qualche disgrazia al mio violino, o al padrone del violino, giuraddio! m'avrà scagliato un sasso che le ricadrà sulla testa, perchè io son l'uomo da denunziarla al Presbiterato e al Sinodo. Voglio si sappia ch'io sono per metà ministro, dacchè mi trovo sagrestano di una parrocchia abitata.

Benchè le particolari inclinazioni d'animo di quelle tre malandrine le allontanassero dal prender parte gioiosa ad un avvenimento che in apparenza dovea assicurare la felicità a due famiglie, non quindi se ne conchiuda, che ne' sentimenti delle medesime convenisse il rimanente di quella plebaglia. Il giubilo anzi parea generale. Lo sfarzo degli abiti, lo splendor delle gemme, il bell'ordine di una numerosa cavalcata, e soprattutto l'espettazione delle feste che apparecchiavansi al castello, ove tutti del contado doveano venire ammessi, erano altrettante cagioni che produssero su gli animi del popolo il loro effetto ordinario. Eccheggiava l'aere di viva, ne' quali i nomi Asthon e Bucklaw confondeansi. Le pistole, gli archibusi, le carabine che non istavano in ozio, onde non mancasse agli sposi il così detto Sparo della Maritata, annunziavano l'entusiasmo della folla che circondava e seguiva i primarj personaggi tornando al castello. Ben v'era qua e là qualche vecchio o qualche vecchia del paese, i quali sogghignavano di soppiatto all'aspetto di tanta pompa ad onore di una famiglia, nata ieri, diceano, ma comunque sospirando in proprio cuore i nobili e antichi Ravenswood, seguivano cionnullostante il corteggio, adescati dal buon pasto che, così pei poveri come pei ricchi, si apparecchiava al castello, e a malgrado delle preoccupazioni de' loro animi, riconoscevano la preminenza dell'Anfitrione da cui si desina[8].

Così accompagnata da una numerosa comitiva di persone d'ogni età, d'ogni stato e grado, Lucia rivide il tetto paterno. Bucklaw, usando del privilegio acquistato colla cerimonia delle nozze già celebrate, si pose a destra della novella sua sposa; ma poco avvezzo alla galanteria, pensava piuttosto a farsi scorgere buono scudiere che ad intertenerla e a corteggiarla; e quindi, taciturni eglino soli, in mezzo a mille acclamazioni di gioia, al castello pervennero.

Le feste nuziali, siccome è noto, a quei giorni si celebravano con tale romorosa pubblicità, che il gusto delicato del nostro secolo fastidirebbe; nè ci accingeremo in questo luogo a descrivere le profusioni di cui venne largheggiato ai convitati. Gli avanzi della mensa soprabbondavano tanto al pasto de' servi, che gli avanzi di questi avanzi bastarono a trattar lautamente gli abitanti di cinque o sei villaggi all'intorno, pe' quali s'imbandirono tavole e sul terrazzo, e ne' due cortili del castello. Intantochè i contadini si davano all'allegrezza in mezzo a molte botti di birra spillate, e mentre le signore apparecchiavansi al ballo della sera, i commensali di ser Guglielmo, uniti nella sala del banchetto, reiteravano i loro brindisi, fra la copia di sceltissimi vini. Dopo essere rimasti a mensa per lungo tempo, venne un messaggio ad avvertirli, che le danzatrici si mostravano impazienti del loro arrivo; onde finalmente si alzarono, e scioltisi delle proprie spade, si trasferirono alla sala del ballo, che dell'armonia di una lieta musica risonava. Stando a rigor di etichetta, la sposa avrebbe dovuto dar principio alla danza, ma lady Asthon fece le scuse per la figlia allegandone l'infermo stato di salute; e porgendo la mano a Bucklaw, si assunse tenerne per questa parte le veci.

Ma mentre sollevava con grazia il capo aspettando quel tuono di musica che doveva esserle segnale per incominciare la danza, rimase attonita in veggendo un cambiamento seguito in uno degli ornati della sala; attonita sì che non potè trattenersi dall'esclamare. „ Chi è l'ardito che ha posto là quel ritratto? „

Tutti gli sguardi nello stesso momento si volsero a quella parte di muro ove avea fisati gli occhi milady Asthon, e chi era pratico degli apparati di quella sala, s'avvide che qualcuno avea tolto, dal luogo in cui trovavasi ancor la mattina, il ritratto di ser Guglielmo, e postovi in cambio quello di ser Malisio di Ravenswood, il cui aggrottato sopracciglio, e la corrucciata fisonomia sembravano minacciare degli effetti di sua vendetta tutti coloro che ivi trovavansi radunati.

Certamente un tal cambio era stato fatto durante il pranzo, nè altri se ne avvide prima che le lumiere e i candelabri avessero vinte le tenebre vespertine di quella sala. Volea il Colonnello che si facessero immantinente le più accurate indagini per discoprire l'autore di quanto, a suo avviso, era sfregio gravissimo e alla casa degli Asthon, e a tutti coloro che in quel momento vi convenivano; ma più prudente, la madre di lui soggiunse, non potersi accagionare di tal fatto che un ancella leggiera di mente, la cui immaginazione, facile a ricevere tetre impressioni, si era forse alterata in udendo i maravigliosi racconti che la vecchia Ersilia avea narrati in cucina intorno all'ultima famiglia; con questo sol nome lady Asthon solea indicare la Casa di Ravenswood. Portato finalmente altrove il ritratto di mal augurio, lady Asthon aperse la danza con tale grazia e dignità, da autenticare quasi gli encomj tributatili da alcuni vecchi, i quali pretendevano non esservi nella più recente generazione alcuna danzatrice, che in cotest'arte le potesse contender la palma.

Terminata questa prima danza, s'avvide però senza maravigliarne, lady Asthon che la figlia non era più nella sala; e ne andò in traccia, per timore che il misterioso incidente del cambio de' ritratti avesse prodotta una sinistra impressione su i nervi della giovine, e per desiderio di accertarsene, e procurare possibilmente un rimedio al disordine. Ma convien dire che le apparissero prive di fondamento le concette paure, poichè di lì a un'ora ricomparve con fisonomia tranquilla e serena nella sala del ballo, dicendo alcune cose all'orecchio di Bucklaw, che si allontanò tosto per correre a raggiunger la sposa.