Continuava il suono festevole degli stromenti, e i danzatori abbandonavansi alla gioia con tutto l'ardore che inspirano la giovinezza e la giocondità, quando un acutissimo grido interruppe d'improvviso la danza e la musica. Regnò immediatamente un profondo silenzio per tutta la sala. Ciascuno rimase immobile ove trovavasi, ed essendosi ripetuto il grido, il Colonnello Asthon afferrò un candelabro, e poichè sembravagli che il grido partisse dalla stanza assegnata ai due sposi, ne chiese la chiave ad Enrico che come primo paraninfo delle nozze, la custodiva; poi si trasportò a quella volta, seguito da ser Guglielmo e da lady Asthon e da una coppia de' più prossimi parenti della famiglia, intantochè tutta la comitiva aspettava con impazienza e inquietudine eguale il loro ritorno.

Giunto alla porta della stanza, il Colonnello picchiò all'uscio chiamando e la sorella e Bucklaw. Un lungo e fievole gemito fu la risposta sola che ottenne; laonde non esitò ad aprire la porta. Ma un corpo estranio postole dietro opponea qualche ostacolo, che nondimeno cedè facilmente al primo sforzo da lui fattosi per aprire. Entrati nell'appartamento, il primo oggetto che si parò loro innanzi fu il corpo di Bucklaw steso per terra, e nuotante nel proprio sangue. Tutti nello stesso tempo mandarono un grido di sorpresa e d'orrore, che rintronando nella sala portò nuova giunta di terrore ai convitati, e gl'indusse ad accorrere tutti verso il luogo d'onde il grido era uscito.

„ Ella lo ha ucciso; disse sommessamente il Colonnello a sua madre. Cercatela „ Poi sguainando la spada, uscì della stanza, ponendosi innanzi alla porta, e protestando con giuramento che non avrebbe conceduto l'ingresso a nessuno, fuorchè al ministro ecclesiastico e ad un chirurgo che trovavasi nel castello. Si verificò che Bucklaw respirava tuttavia; ed ebbesi massima sollecitudine nel sollevarlo da terra e trasportarlo in un altro appartamento, ove i suoi amici il seguirono per conoscere più sollecitamente il giudizio che sul genere delle ferite il chirurgo profferirebbe.

Intanto, ser Guglielmo, lady Asthon e i due parenti che gli avevano accompagnati non vedeano sul letto nuziale Lucia e nè manco a primo aspetto la scorgeano nella stanza; ned essendovi altra porta fuor quella d'ond'erano entrati, e che aveano trovata chiusa, incominciarono a paventare si fosse lanciata dalla finestra. Ma un d'essi facendo più attente indagini per ogni angolo, osservò qualche cosa di bianco entro al vano di un grande e antico cammino; ed era la sciagurata giovinetta giacente, o piuttosto aggruppata in mezzo alle ceneri a guisa d'un lepre nella sua cova. I capelli di lei scarmigliati, le vesti lacere e intrise di sangue, gli occhi immobili e scintillanti, ogni suo lineamento da violenti convulsioni alterato offerivano i sintomi di un delirio pervenuto al massimo grado. Poichè s'accorse che l'aveano scoperta, digrignò i denti, mise spaventevoli grida, e compose in atto minaccevole, e facendo gesti da ossessa, le mani sue insanguinate.

Fece mestieri di chiamar qualche ancella, perchè senza di ciò, sarebbe stato impossibile rimoverla spontanea dal ritiro che si era prescelta, e difficilmente ancora vi si riuscì colla forza. Non avea fino allora pronunziata una sola parola distintamente articolata, e sol quando venne trasferita fuor della stanza, sciamò con tuono che potea egualmente attribuirsi al giubilo di un barbaro trionfo, o alla espressione di una disperazion forsennata: „ Ebbene! che avete dunque fatto del marito che mi deste? „ Fu portata in altra stanza, ove molte donne la seguirono per vegliare sovr'essa, e prestarle gli ufizj al suo stato addicevoli.

Non vi son tinte assai forti per dipingere la costernazione, l'angoscia dell'intera famiglia; l'orrore e la confusione che dominarono nel castello, poichè il luttuoso avvenimento non fu più ignoto ad alcuno; il furore di cui arsero gli amici e i congiunti di Bucklaw; le grida di vendetta che misero; le querele che sorsero tra questi e gli altri della famiglia Asthon, querele che le conseguenze dei disordini fatti alla mensa rendevano più animate.

Il chirurgo fu la sola persona che giugnesse a farsi ascoltare da entrambe le parti, rendendo noto che la ferita di Bucklaw, comunque pericolosissima, non era mortale, ma che tal sarebbe divenuta inevitabilmente, se si fosse preso il mal espediente di traslocarlo, o se non si fosse avuta ogni sollecitudine di lasciarlo tranquillo. Tal decisione ridusse al silenzio quegli amici e partigiani di Bucklaw, che si ostinavano nel parere di condurre tosto il ferito in uno dei lor castelli più prossimo a quello di Ravenswood. Pretesero nullameno, che per una cautela consentanea alla natura delle accadute cose, si concedesse a quattro di loro il rimanere nel luogo, stato teatro della sanguinosa scena, e il serbarsi vicina una scorta numerosa e armata di tutto punto. Alla qual domanda avendo acconsentito ser Guglielmo per natural timidità, e il Colonnello perchè non potea fare in diversa guisa, benchè rodesse il freno rabbiosamente, tutti gli altri amici di Bucklaw, ad onta di una notte oscurissima, si allontanarono dal castello.

Dopo aver fatta la prima cura alla ferita di Bucklaw, il chirurgo portò le sue sollecitudini a miss Asthon, che giudicò in imminente pericolo; e dello stesso avviso si dimostrarono gli altri medici che vennero tosto chiamati. Dopo avere trascorsa tutta la notte in uno spaventoso delirio, fu trovata il mattino affatto priva di sensi. I medici le pronosticarono per la sera una crisi che avrebbe deciso della sua sorte; e questa crisi di fatto avvenne. Riavutasi dal suo letargo e, in apparenza, tranquilla, permise che le si cambiassero i panni da letto; e in quel momento, portandosi la mano al collo come in cerca del fatal nastro, parve assalita da una moltitudine di crudeli rimembranze, cui mal poteano reggere le sue forze così fisiche come morali. Tremende convulsioni si succedettero l'una all'altra; e la morte le terminò senza ch'ella avesse potuto dire una sola parola atta a chiarire i motivi o le circostanze della tremenda catastrofe occorsa.

Il giudice provinciale del distretto, giunto il dì dopo la morte di miss Asthon per far le indagini del suo ministero in ordine ai luttuosi avvenimenti seguiti, adempiè i proprj doveri usando ogni riguardo convenevole ad una famiglia immersa in sì profonda afflizione. Ma un'unica congettura potè formarsi, vale a dire che Lucia in un impeto di delirio avesse ferito Bucklaw, perchè nella stanza nuziale fu trovata l'arme di cui si era valsa, come indicava il sangue che vi stava rappreso; ed era quest'arme il piccolo coltello da caccia, stato comperato per Enrico, e che per fatalità, le era rimasto, quando, il dì prima delle nozze, si era puerilmente intertenuta ad esaminare gli arredi di tutti gl'individui della sua famiglia.

S'immaginavano gli amici di Bucklaw, che durante la sua convalescenza, avrebb'egli medesimo diradate le tenebre da cui era involto questo avvenimento terribile e misterioso; onde appena fu in istato di reggere a men brevi colloqui, diverse interrogazioni gli mossero a tale proposito; ma il suo stato di debolezza gli serviva di pretesto ad esimersi dal rispondere. E quando poi finalmente potè ritornare a casa sua, e giudicarsi da ognuno che avea perfettamente ricuperata la salute, radunò un giorno presso di se le persone d'entrambi i sessi che in ordine a ciò aveano manifestata più viva curiosità. Ringraziò in generale tutti della premura mostratagli, egli uomini in particolare del braccio offertogli per vendicarsi, se fossero state in lui ragioni per dolersi della famiglia Asthon; indi aggiunse: „ Vi prego, miei cari amici, a figgervi ben in mente ch'io non ho nè storie da raccontare, nè ingiurie da vendicare, nè odj da sbramare. Se pertanto qualche signora m'interrogherà d'ora in poi sugli avvenimenti di quella notte funesta, non risponderò nulla, ma avrò tale inchiesta siccome un contrassegno che la interrogatrice desidera interrompere meco qualsivoglia corrispondenza. Se poi un uomo mi dimostrasse eguale curiosità, la giudicherò un invito di trovarmi seco a tu per tu dietro la mura del Parco del Duca, all'aurora del giorno successivo alla domanda fattami, e spero si regolerà giusta le norme di tale mia spiegazione. „