Ella, ti ripeto; vuoi tu, o vecchio, uccidermi coll'obbligarmi a pronunziare il suo nome? „

Il povero Caleb avrebbe voluto fare alcune rimostranze sullo stato di smantellamento in cui trovavasi la stanza additatagli dal suo signore: ma troppa impazienza, troppa irritazione in ogni lineamento di questo egli scorgea, per non rimanergli partito migliore di una passiva obbedienza; onde presa la lucerna, con essa lo precedè ov'egli voleva esser condotto, e posatala con tremebonda mano sopra una tavola, si avvicinava al letto per esaminare, se nulla vi mancasse delle cose occorrevoli, quando Edgardo gl'intimò in un tuono, che repliche non ammettea, il comando di ritirarsi.

Rientrato nella propria stanza il vegliardo, non pensò già a prender riposo, ma si pose in orazione. A quando a quando, correva all'uscio del padrone per verificare s'egli dormisse; ma lo strepito degli stivali sul pavimento il fe' accorto che questi trascorreva su e giù a lunghi passi la camera; e i profondi gemiti che ad ogn'istante ne usciano, lo avvertivano di qual violenta disperazione il sere di Ravenswood fosse vittima. Non meno angoscioso Caleb, e impaziente del nuovo giorno, credea non vederlo sorger giammai; ma il corso delle ore è sempre lo stesso, benchè più rapide o più lente appariscano, giusta la disposizione dell'animo di chi le conta. Pur trascorsero finalmente: e ricondussero l'aurora e la rossiccia luce di cui vedeasi colorata la superficie dell'oceano che ponea limiti a quell'orizzonte. Incominciava il novembre, e la giornata era bella quanto in quella stagione sperar si potea; ma spirava un vento violentissimo d'oriente, che spingendo con forza i marosi su quelle arene, li mandava più oltre del consueto.

Spuntò appena il giorno, quando Caleb, tornando alla porta della stanza di Edgardo, il vide per traverso ad una fessura star misurando la lunghezza di due, o tre spade. Sceltane una: „ É più corta, a mezza voce egli disse; ma non importa; lasciamgli questo vantaggio; già ne ha anche molti altri. „

Per tali apparecchi, non potea Caleb essere in dubbio sulla natura della cosa che il suo padrone meditava, e sfortunatamente sapea con certezza, che in tale genere d'affari, ogni suo adoperarsi per distornelo sarebbe tornato vano. Ebbe appena il tempo di ritirarsi frettolosamente per non essere sorpreso da Edgardo, quando il vide d'improvviso prender la via della porta. Apertala questi, scese nella scuderia, ove il fido servo il seguì. Il volto smunto e pallido di Ravenswood, lo scompiglio delle chiome e delle vesti, provavano abbastanza che in tutta quella notte non aveva dormito. Stava ponendo la sella al suo corridore, e avendolo Caleb con tremebonda voce pregato gli cedesse almen tale incarico, rispose a questo per cenni che non gli occorreva. Condotto allora il cavallo nel cortile, si preparava a montarvi sopra. In quell'istante la paura di dispiacere al padrone cedendo nel vecchio alla forza di quel tenero affetto che aveagli consagrato, e per cui apprezzava ancora la vita, si prosternò ai suoi piedi, abbracciandone le ginocchia: „ Mio caro padrone, diss'egli, sig. Edgardo, uccidetemi, se così vi piace; ma non uscite per ora! Ho penetrato il vostro disegno; non lo eseguite. Il marchese di Athol mandò ieri ad avvisarne che sarebbe oggi venuto a trovarvi. Aspettatelo, mio caro padrone; ascoltate prima le cose che vorrà dirvi. „

„ Tu non hai più padrone, o Caleb, Ravenswood gli rispose. Perchè affezionarti tanto ad un edifizio che crolla da tutte le bande? „

„ Non ho più padrone! Caleb replicò. Ah, ne avrò uno fintantochè vi sarà un Ravenswood sulla terra! Son vostro servo; fui il servo di vostro padre, il fui del vostro bisavolo, nacqui in mezzo a questa famiglia, vissi per essa, morirò per essa. Non uscite, sig. Edgardo, e si terminerà felicemente ogni cosa. „

„ Felicemente! Povero vecchio! tu non sai quel che ti dica. La vita non può omai offrirmi felicità, e il più felice istante per me sarà quello di liberarmene. „

Poi si sciolse subito da Caleb, che lo impacciava tuttavia abbracciandogli le ginocchia, e saltando sul cavallo s'avviò verso la porta; ma d'improvviso volgendosi: „ Caleb, soggiunse, troverete nella mia stanza un mio scritto che vi nomina mio erede. „ E nel tempo stesso gettandogli una borsa piena d'oro, di gran galoppo s'allontanò.

Cadde per terra la borsa senza che il vecchio pensasse a raccoglierla. Veduta questi l'impossibilità di seguire il padrone, si affrettò a salire sulla cima della torre che dominava tutti que' dintorni, onde scorgere per quale strada il Sere s'incamminasse. Lo vide prender la manca lungo un viottolo che metteva a quella parte di riva marittima, ove altre volte si aggrampavano le barche spettanti al castello, e il seguì coll'occhio fin verso le sabbie orientali a Wolfhope.