[8.] Uno fra i tanti vaghissimi proverbj, cui ha dato origine la Musa comica dell'immortale Moliere, e dei quali in particolar modo l'Anfitrione ridonda. Giove trasformatosi per amore di Alcmena, nel Generale tebano Anfitrione, marito di essa, coglie il destro, che questi è alla guerra; finge un improvviso ritorno; e ingannando la donna colle maritali sembianze, ne ottiene tutto quanto il vero Anfitrione avrebbe ottenuto. Ma questi arriva effettivamente in tempo che l'Anfitrione falso aveva ordinato un pranzo. Tutti stanno perplessi per distinguere quale dei due sia di fatto il padrone di casa. Ma il servo Sosia esclama:

Le veritable Amphitryon

Est l'Amphitryon où l'on dine.

Esclamazione non men significante dell'altra, che il comico francese pone sulle labbra dello stesso Sosia, allorchè l'Anfitrione dio, manifestandosi con tutta la maestà del padre degli uomini e degli Dei, promette compensi senza fine all'Anfitrione uomo, per uno scherzetto che, fatto da un Nume, diveniva un onore per esso.

Le seigneur Jupiter sait dorer la pillule.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così come le grafie alternative (follia/follìa e simili), correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.

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