La natura dell’azione di tali combinazioni sulla coscienza può in qualche modo essere chiarita dalla parte importante che spetta nel processo a certi elementi legati all’impressione, ad es., nelle rappresentazioni visive alle sensazioni tattili interne dell’occhio. Sono per l’appunto questi immediati elementi sensibili, che nella corrente fluttuante di elementi rappresentativi venenti incontro all’impressione, ne scelgono alcuni a loro stessi adeguati e li trasportano nella forma corrispondente agli altri elementi dell’impressione immediata. Con ciò si dimostra che non soltanto gli elementi delle nostre rappresentazioni mnemoniche sono relativamente indeterminate e quindi variabili, ma che anche l’apprendimento di un’impressione immediata può a seconda delle condizioni speciali variare entro limiti abbastanza larghi. In tal guisa il processo di assimilazione ha il suo primo punto di partenza da elementi dell’impressione immediata, e principalmente da quelli che hanno un valore predominante per la costituzione delle rappresentazioni, come ad es., nelle rappresentazioni visive dalle sensazioni che accompagnano le posizioni e i movimenti dell’occhio: questi elementi svegliano elementi mnemonici del tatto determinati e a loro stessi adeguati. Questi poi alla lor volta esercitano un’azione d’assimilazione sull’impressione immediata, la quale infine può alla sua volta reagire ancora come assimilatrice sugli elementi riprodotti. Questi atti singoli, come pure l’intero processo, non sono per solito successivi, ma, almeno nella nostra coscienza, simultanei, imperocchè anche il prodotto del processo è appercepito come una rappresentazione tutt’unita direttamente data. Le due proprietà caratteristiche dell’assimilazione stanno dunque in ciò: 1) che essa consta di una somma di processi di combinazione elementari, cioè di processi tali che si riferiscono non a un tutto rappresentativo, ma a componenti rappresentativi; 2) che in essa le parti associate agiscono le une sulle altre, modificandosi a vicenda nel senso di una reciproca assimilazione.
11. Ciò posto, le differenze capitalissime dei processi di assimilazione composti trovano facilmente la loro spiegazione nella partecipazione, pei singoli casi molto varia, dei diversi fattori richiesti per ogni assimilazione. Nelle comuni rappresentazioni oggettive gli elementi diretti così predominano che i riprodotti per solito sono trascurati, quantunque in realtà essi non manchino mai e siano spesso di assai grande importanza per l’apprendimento degli oggetti. Gli elementi riprodotti si offrono in modo più opportuno alla nostra osservazione, quando l’azione assimilante delle impressioni dirette è inibita da influenze esterne od interne, ad es. quando l’impressione è indistinta e quando nascono sentimenti ed emozioni. In tutti quei casi, nei quali per tal modo la differenza fra l’impressione e la rappresentazione reale diventa così grande che essa si fa tosto manifesta ad un nostro esame più intimo, noi designiamo un tale prodotto d’assimilazione come un’illusion.
Il carattere di generalità delle assimilazioni non ci lascia dubitare che esse possano avvenire fra elementi riproducibili, e in modo che, ad es., una rappresentazione mnemonica sorgente in noi sia subito modificata dalla sua relazione con altri elementi mnemonici. Ma in questo caso, come facilmente si comprende, ci mancano i mezzi per la dimostrazione del processo. Possiamo solo affermare come verosimile, che anche nei così detti “processi puri di memoria„ non mancano interamente gli elementi diretti sotto la forma di sensazioni e di sentimenti sensoriali che sono suscitati da stimoli periferici. Ad es., nelle imagini visive riprodotte essi sono senza dubbio presenti sotto la forma di sensazioni tattili interne dell’occhio.
b. — Le complicazioni.
12. Le complicazioni, ossia le combinazioni fra formazioni psichiche eterogenee sono parti costitutive della coscienza non meno regolari delle assimilazioni. Come ben difficilmente v’è una rappresentazione intensiva, o spaziale, oppure un sentimento composto, che non sia in qualche modo modificato dal processo di assimilazione reciproca fra gli elementi diretti e riprodotti, così quasi ciascuna di queste formazioni psichiche è insieme legata ad altre di diversa natura, colle quali ha certe relazioni costanti. Ma la complicazione si distingue sempre dall’assimilazione per il fatto, che l’eterogeneità delle formazioni rende meno stretta l’associazione, per quanto questa sia regolare; e però se in essa uno dei componenti è diretto, l’altro riprodotto, noi ve li possiamo con facilità distinguere immediatamente. Ma d’altro lato vi è un’altra causa che, malgrado la natura diversa facilmente riconoscibile degli elementi, dà pur sempre al prodotto di una complicazione l’aspetto di una formazione organica. La causa sta nel predominio di una formazione psichica sulle altre associate, per cui queste di fronte a quella devono ritirarsi nella parte oscura del campo visivo della coscienza.
Se la complicazione associa un’impressione diretta con elementi riprodotti di natura disparata, l’impressione diretta colle assimilazioni ad essa legate costituisce di regola la parte predominante, mentre gli elementi riprodotti esercitano talora un’influenza notevole soltanto pel loro tono sentimentale. Quando noi parliamo, le rappresentazioni verbali acustiche sono le parti predominanti, colle quali abbiamo oscure le sensazioni di movimento pur date direttamente, e come riproduzioni, le imagini ottiche delle parole. Al contrario nella lettura, quest’ultime sono nel primo piano (Vordergrund) della coscienza, mentre le rappresentazioni uditorie diventano più deboli. Pertanto a causa della proprietà che hanno le rappresentazioni oscure di agire col loro tono sentimentale in modo relativamente forte sull’attenzione (pag. 175 e seg.), l’esistenza di una complicazione può spesso essere avvertita solo dalla speciale colorazione del sentimento totale, che accompagna la rappresentazione predominante. Così, ad es., la impressione particolare di una superficie ruvida, di una punta di stile, di un’arma da fuoco, dipende dalla complicazione dell’immagine visiva colla tattile, e per l’arma da fuoco anche con impressioni uditorie; ma di solito queste complicazioni sono avvertite soltanto pel loro effetti sentimentali.
B. — Le associazioni successive.
13. L’associazione successiva non costituisce un processo che sia diverso per proprietà essenziali dalle due forme dell’associazione simultanea, l’assimilazione e la complicazione. Essa si fonda piuttosto sulle stesse cause generali e si distingue solo per questa condizione secondaria: il processo di combinazione, il quale là si presenta in un atto che per l’osservazione immediata è indivisibile nel tempo, qui subisce un ritardo, per il quale esso si separa distintamente in due atti. Il primo di questi atti corrisponde al sorgere degli elementi riproducenti, il secondo al sorgere dei riprodotti. Anche qui in moltissimi casi il primo atto è introdotto da un’impressione di senso esterno, la quale per solito si associa tosto con un’assimilazione Ma siccome ulteriori elementi di riproduzione tendenti ad una assimilazione, oppure anche ad una complicazione, sono arrestati da cause inibitorie, ad es., perchè altre assimilazioni si presentano prima all’appercezione e riescono poi ad agire solo dopo un certo tempo, ne segue, che dal primo atto d’appercezione si separa distintamente un secondo: il contenuto psichico di questo ha subite modificazioni tanto più essenziali quanto più numerosi sono gli elementi introdotti di nuovo dalla ritardata assimilazione e complicazione, e quanto più essi respingono colla loro diversa natura quelli già prima esistenti.
14. Nella maggior parte dei casi un’associazione così sorta si limita a due processi rappresentativi o sentimentali, che si succedono l’un l’altro e sono nella suddetta maniera collegati da assimilazioni o complicazioni; ma al secondo membro possono poi annettersi o nuove impressioni di senso, oppure combinazioni appercettive (§ 17). Più di rado avviene che gli stessi processi, i quali causarono la prima scomposizione di un’assimilazione o complicazione in un processo successivo, si ripetano nel secondo, nel terzo membro, così che sorga in tal modo una serie associativa. In generale questo caso si verifica solo in condizioni eccezionali; e precisamente quando si sono prodotte alterazioni nel corso normale delle combinazioni appercettive, ad es., nella così detta “fuga d’idee„ degli alienati. L’associazione a più membri ben difficilmente si presenta nell’uomo normale e nelle consuete condizioni di vita.
14a. Una tale associazione a serie può anche determinarsi sotto condizioni create ad arte per l’osservazione, cioè quando intenzionatamente si cerca di sopprimere nuove impressioni di senso e nuove combinazioni appercettive. Ma anche allora essa presenta un corso diverso dallo schema solitamente dato, perchè non ogni membro successivo si annette a quello immediatamente precedente, ma il terzo, il quarto, ecc. al primo, fino a che una speciale impressione di senso, o una rappresentazione con un tono sentimentale d’intensità nuova costituisce tra nuovo punto di collegamento per le associazioni seguenti. Anche le associazioni nella fuga d’idee degli alienati mostrano per lo più lo stesso tipo del ricorso a certi membri principali predominanti.