a. — I processi di riconoscimento e di conoscimento sensitivi.

15. La comune associazione a due membri nella sua maniera di sorgere dalle combinazioni di assimilazioni e complicazioni può essere nel modo più distinto osservata per entro i processi del riconoscere e conoscere sensitivo. Noi usiamo l’attributo “sensitivo„ per questi processi di associazione, da un lato per dimostrare che il primo membro della combinazione è sempre un’impressione sensibile, dall’altro per distinguere questi processi da quelli logici di conoscenza.

Abbiamo il più semplice caso psicologico di un riconoscimento, quando abbiamo avuta una sol volta la rappresentazione, ad es., visiva di un oggetto e a un nuovo incontro lo riconosciamo pel medesimo. Se il primo incontro è avvenuto solo poco tempo prima, oppure se l’impressione è stata vivace in modo speciale e ha suscitate emozioni, l’associazione si compie di solito immediatamente come un’assimilazione simultanea; e il processo si distingue dalle speciali assimilazioni che hanno luogo in ogni rappresentazione oggettiva, solo per un particolare sentimento concomitante, il sentimento della contezza. E perchè un tale sentimento è presente solo quando si è fino ad un certo grado “coscienti„, che l’impressione è già stata una volta in noi, lo si deve manifestamente attribuire a tutti quei sentimenti che provengono dalle rappresentazioni confuse esistenti nella coscienza. La differenza psicologica tra questo nuovo processo ed una solita assimilazione simultanea si può ben riconoscere in ciò, che nel momento in cui il processo di assimilazione si compie coll’appercezione dell’impressione, proprio allora quei componenti della rappresentazione primitiva, i quali non partecipano all’assimilazione, emergono nella penombra della coscienza, e in questo caso la loro relazione agli elementi della rappresentazione appercepita si esplica in quel sentimento. Tali componenti non assimilati possono essere in parte elementi dell’impressione anteriore, i quali sono così diversi da certi elementi dell’impressione nuova che rifuggono dall’essere assimilati; in parte e specialmente, essi possono consistere in complicazioni che già prima erano distintamente presenti, ma ora rimangono inosservate. In una tale cooperazione della complicazione trova una spiegazione il fatto, che per gli oggetti della vista il nome loro, ad es., per le persone il nome proprio, e all’occasione anche alcune particolarità acustiche, ad es. il suono della voce, sono sussidi straordinariamente efficaci per il riconoscimento. Ma questi sussidi perchè giovino, non devono necessariamente essere rappresentazioni chiare nella coscienza. Se noi incontriamo un uomo di cui già abbiamo udito il nome, questo, benchè non ci ritorni tosto distinto alla memoria, può facilitare il riconoscimento.

15a. Una tale influenza delle complicazioni può essere dimostrata anche sperimentalmente. Se in una sol volta si presenta all’occhio un certo numero di dischi, i quali mostrino diverse gradazioni di grigio fra bianco e nero, è possibile riconoscere facilmente ogni singolo disco come affine a una certa impressione precedente, fintanto che non si scelgano più che cinque gradi in tutto (cioè tra bianco e nero ancora tre gradazioni di grigio); ma se si prende un maggior numero di gradi, questo riconoscimento non riesce più possibile. Si può con verisimiglianza supporre che questo fatto si connetta colle cinque determinazioni comuni: bianco, grigio chiaro, grigio, grigio oscuro, nero. Infatti ne sarebbe una conferma l’osservazione, che, esercitandosi a un maggior numero di designazioni, si può anche riconoscere un maggior numero di gradazioni (eventualmente sino a 9). È vero che in queste ricerche la complicazione può essere distintamente cosciente; ma non occorre che dapprima lo sia, specialmente nelle cinque gradazioni comuni; piuttosto qui di solito la designazione conveniente è cercata solo quando il vero atto di riconoscimento è già compiuto.

16. Le osservazioni esposte ci rendono conto anche delle condizioni, nelle quali il riconoscimento può trasformarsi da un’associazione simultanea in una successiva. Se passa un certo tempo prima che gli elementi rappresentativi anteriori, a poco a poco sorgenti nella coscienza, producano un distinto sentimento di riconoscimento, allora l’intero processo si scinde in due atti, in quello dell’apprendimento e in quello del riconoscimento, dei quali il primo è legato soltanto alle consuete assimilazioni simultanee, mentre nel secondo si hanno gli effetti di quegli elementi della rappresentazione anteriore, i quali rimangono oscuri, e però non sono assimilabili. Ne segue, che il processo di riconoscimento si distingue tanto più distintamente in due atti, quanto maggiori sono le differenze dell’impressione anteriore e della nuova. Allora non solo suole esservi una più lunga pausa di notevole arresto tra apprendimento, e riconoscimento, ma anche i processi appercettivi, cioè i processi dell’attenzione volontaria corrispondenti allo stato della reminiscenza (Besinnen) agiscono sulle associazioni nel senso di promuoverle. Il fatto detto del “riconoscimento mediato„ costituisce un caso estremo di questa specie; in esso un oggetto non è riconosciuto per le proprietà ad esso inerenti, ma a causa di qualche particolarità concomitante che si trova con esso in connessione casuale, ad es., una persona incontrata è riconosciuta a causa di un’altra che l’accompagna, e simili. Non è possibile trovare una differenza psicologica essenziale tra questo caso e quello del riconoscimento immediato. Anche quelle proprietà che non spettano per sè stesse all’oggetto riconosciuto, appartengono pur sempre a tutto il complesso degli elementi rappresentativi, che insieme agiscono nella preparazione e nel compimento dell’associazione. Però quel ritardo di tempo che separa l’intero processo del riconoscimento in due processi rappresentativi, e che spesso anche richiede il soccorso della reminiscenza volontaria, si presenta, come è facile comprendere, in modo più pronunciato in questi riconoscimenti mediati.

17. Il processo di riconoscimento semplice, come esso si svolge nell’incontro di un oggetto già altre volte percepito, costituisce il punto di partenza per lo svolgimento degli altri più vari processi di associazione, così di quelli, che al pari di esso stanno ancora sul confine di associazione simultanea e successiva, come di quelli nei quali il ritardo che conduce all’associazione successiva, si dimostra poi nella formazione di associazioni di assimilazione e complicazione. E così il riconoscimento di un oggetto spesso percepito è un processo che si svolge più facilmente e quindi per solito si compie simultaneamente; questo processo si avvicina ancor più alla solita assimilazione, perchè il sentimento di contezza è di un’intensità molto minore. Il processo del conoscere sensitivo si distingue per solito soltanto in piccola parte da questi riconoscimenti di singoli oggetti famigliari. La differenza logica dei due concetti sta in ciò, che il riconoscere designa un’affermazione dell’identità individuale del nuovo oggetto osservato con uno osservato anteriormente; il conoscere invece indica la subsunzione dell’oggetto ad un concetto di già ben noto. Però nel processo del conoscere sensitivo non ha luogo una reale subsunzione logica, siccome non esiste uno sviluppato concetto generale, al quale possa essere subordinato. L’equivalente psicologico di una tale subsunzione sta piuttosto solo nell’essere l’impressione riferita a un numero indeterminatamente grande di oggetti. E ora poichè questo riferimento presuppone l’anteriore rappresentazione di oggetti diversi che concordino soltanto in certe proprietà, tanto più il processo del conoscimento psicologico coincide con una comune assimilazione, quanto più famigliare è la classe di oggetti alla quale l’oggetto appartiene, e quanto più questo concorda coi caratteri generali della classe. Ma poi anche il sentimento proprio ai processi di conoscimento e riconoscimento decresce in eguale misura e da ultimo sparisce interamente, e allora noi in questi casi dell’incontro di oggetti di natura comune non parliamo più affatto di un processo di conoscimento. Questo processo anche in tali casi si manifesta distintamente tosto che l’assimilazione incontri qualche arresto, o perchè la rappresentazione di quella certa classe di oggetti sia divenuta insolita, o perchè il singolo oggetto offra proprietà eccezionali. Allora qui l’associazione simultanea può cedere il passo alla successiva, diventando apprendimento e conoscimento due processi susseguentisi. In egual misura anche il sentimento di conoscimento appare ora come un sentimento specifico, che è affine certamente al sentimento di contezza, ma che però, in conformità alle diverse condizioni di sua origine, si distingue in modo caratteristico specialmente per il suo decorso nel tempo.

b. — I processi di memoria.

18. Il processo di riconoscimento semplice si svolge in una direzione essenzialmente diversa, se quegli ostacoli ad una pronta assimilazione che determinano la trasformazione di un’associazione simultanea in una successiva, sono tanto grandi, che gli elementi rappresentativi antagonistici alla nuova rappresentazione sensitiva (o dopo ohe il processo di conoscimento si sia svolto, o anche senza che sia avvenuto) si riuniscono in una nuova formazione rappresentativa, la quale è riferita direttamente a un’impressione antecedente. Il processo che così si svolge, è il processo dì memoria, e la rappresentazione che per tal guisa giunge all’appercezione, è detta rappresentazione mnemonica o imagine mnemonica.

18a. I processi di memoria sono quelli, ai quali la psicologia dell’associazione ha limitato per lo più l’uso del concetto d’associazione. Ma essendo essi, come lo dimostra l’esposizione antecedente, associazioni che hanno luogo sotto condizioni specialmente complesse, fu con ciò fin dall’inizio resa impossibile la spiegazione genetica delle associazioni. Si comprende pertanto che la dottrina dell’associazione in discorso si limita essenzialmente a dividere le diverse specie dei prodotti di associazioni che si osservano nei processi di memoria, prendendo a punto di partenza una considerazione logica e non psicologica. Una conoscenza dei processi psichici che agiscono nelle associazioni, è solo possibile quando si parta dai processi più semplici di associazione. La comune assimilazione simultanea, il processo di riconoscimento simultaneo e successivo si presentano già per sè stessi come i naturali antecedenti dell’associazione di memoria. Il primo di quei processi di riconoscimento non è che un’assimilazione accompagnata da un sentimento, indizio d’elementi rappresentativi oscuramente presenti nella coscienza e non assimilabili. Nel secondo processo questi elementi ribelli hanno un’azione d’arresto, così che il riconoscimento ritorna alla primitiva forma di un’associazione successiva, essendo l’impressione assimilata dapprima nella solita maniero, e poi in un secondo atto con concomitante sentimento di contezza; e in ciò si ha anche una prova della maggiore partecipazione di certi elementi di riproduzione. Quando in questa forma semplicissima di associazione successiva le due rappresentazioni che si seguono, sono riferite ancora a un medesimo oggetto, di cui sono appercepiti nei due atti elementi rappresentativi e sentimentali in parte diversi, allora abbiamo una modificazione essenziale nell’associazione di memoria. Predominando in essa gli elementi eterogenei delle impressioni anteriori, alla prima assimilazione dell’impressione segue la formazione di una rappresentazione, nella quale sono contenuti tanto elementi dell’impressione nuova quanto elementi delle impressioni antecedenti, capaci di assimilazione a causa di certi loro componenti. Quanto più prevalgono gli elementi eterogenei, tanto più la rappresentazione che sorge seconda, è appresa come diversa dalla nuova percezione; quanto più invece si mostrano elementi affini, tanto più essa è appresa come simile. Ma sempre la seconda rappresentazione si contrappone alla nuova impressione come una formazione psichica che è d’origine riproduttiva ed è indipendente.

19. Le condizioni generali che stanno a base del sorgere delle rappresentazioni mnemoniche, possono alla lor volta offrire gradazioni e differenze, che vanno parallele alle forme già ricordate dei processi di riconoscimento e conoscimento. E infatti quei processi che sopra (15, 17) imparammo a conoscere come diverse modificazioni della solita assimilazione: il riconoscimento di un oggetto già rappresentato una volta, di uno già famigliare per frequenti rappresentazioni, come pure il conoscimento di un oggetto noto per un suo carattere generale, dànno luogo a diverse modificazioni nei processi di memoria.