[10]. Alcuni fisici credevano veramente di trovare in questa relazione un comportamento analogo a quello dei suoni più alti, pereto ad ogni tono nella sua ottava ritorna un tono affine ad esso. Ma questa affinità dell’ottava non esiste, come più sotto vedremo (§ 9) per le sensazioni semplici di suono, bensì essa si fonda sul reale consonare del tono d’ottava in tutti i suoni composti. Egualmente affatto vane riuscirono quell’indagini fatte, per amore di questa immaginaria analogia, allo scopo di trovare anche nella linea dei colori intervalli che corrispondessero al rapporto di terza, di quarta, di quinta ecc., esistente pei toni.
[11]. Questo fatto in realtà non si riscontra più nei confini del verde: le composizioni qui mostrano sempre un più piccolo grado di saturazione che il semplice colore intermedio. Da ciò un indizio manifesto che la scelta dei tre suddetti colori fondamentali è senza dubbio quella praticamente più opportuna, ma malgrado ciò, pur sempre teoricamente arbitraria. Essa si fonda solo sulla nota proposizione geometrica, che il triangolo è la più semplice figura che possa racchiudere una moltiplicità infinita qualsivoglia ordinata in un piano.
[12]. L’ipotesi fatta dai sostenitori dei quattro colori fondamentali, che i due colori opposti si comportino precisamente come chiaro e oscuro nell’eccitazione acromatica, e che quindi l’uno dei colori contrari si fondi su una decomposizione fotochimica (dissimilazione), l’altro su una ricostituzione (assimilazione) si riferisce ad un’analogia che contraddice alla realtà dei fatti. Il risultato della mescolanza dei colori complementari è soggettivamente un annullamento della sensazione di colore, la mescolanza di nero e bianco produce invece una sensazione media.
[13]. Sinuliches Gefühl.
[14]. Benchè nelle opere italiane di psicologia il termine “dolore„ sia così universalmente usato ad esprimere la classe delle qualità sentimentali contraria a piacere, che Villa, riferendo le distinzioni di Wundt nella sua Psicologia contemporanea, credette opportuno conservare la terminologia italiana; io preferisco tradurre più fedelmente Unlust colla parola dispiacere. E forse non sarebbe male che questa denominazione fosse addottata in luogo dell’antica, perchè dolore è più propriamente una sensazione e non di per sè solo un sentimento, come osserva il Dott. F. Kiesow nella sua Nota “Sul metodo di studiare i sentimenti semplici„. Rendt. Acc. Lincei, vol. VIII, serie 5ª fasc. 9.
Ho fatto mio dalla Psicologia contemporanea di Villa (cap. IV, pag. 342) il termine “sollievo„ che felicemente traduce: Lösung. (N.d.T.).
[15]. Più spesso da noi è detto timbro. (N.d.T.).
[16]. È altrimenti se nel tono fondamentale stesso sono già contenuti in notevole grado gl’ipertoni, i quali si ripetono nell’accordo come suoni indipendenti: allora i suoni isolati di una tale serie si compongono in un identico rapporto di fase e l’accordo mantiene il carattere di un suono isolato, molto forte d’ipertoni. Helmoltz in seguito alle ricerche nelle quali combinò in diversa maniera, suoni semplici del diapason, concluse che la differenza di fase non ha alcuna influenza sulla colorazione sonora. Ma poichè non e mai possibile, sulla via per cui egli si era messo, produrre la rappresentazione di un suono isolato, è verosimile che in quel modo non sia mai stato stabilito un rapporto di fase perfettamente costante fra le vibrazioni d’indipendenti sorgenti sonore. A dimostrare l’influenza che la forma del suono determinato dal rapporto di fase esercita sulla colorazione sonora, stanno pure le indagini dirette di R. Koenig.
[17]. Più spesso con non cieco e talora con uomo normale traduco der Sehende Mensch o der Sehende.
[18]. Un processo analogo a questo sparire graduale delle metamorfopsie è stato osservato per la visione binoculare nel lento graduale accomodamento dello strabismo. Poichè nello strabismo incipiente i punti di visione dei due occhi non coincidono più nel campo visivo, si formano immagini doppie degli oggetti. Queste possono però a poco a poco sparire, se quelle condizioni diventano stazionarie, perchè si compie un’altra disposizione degli elementi retinici nell’occhio losco.