Ma certo: mettiti in ginocchio e ripeti la tua storia. Starò in piedi, con Trinculo, ad ascoltarti.
Entra ARIELE invisibile.
CALIBANO.
Come ti ho detto, son sottomesso ad un tiranno, mago, che per l'incanto delle sue malie di quest'isola mia m'ha derubato.
ARIELE.
Tu mentisci.
CALIBANO.
Mentisci tu, pagliaccio di uno scimmione, tu! Vorrei che il mio valoroso signor ti sterminasse. Io non mentisco.
STEFANO.
Trinculo, se lo interrompi un'altra volta, ti farò saltare qualche dente con questa mano.