PROSPERO.

Calmati! non più paura e al pietoso cuore di' che non vi fu danno.

MIRANDA.

O triste giorno!

PROSPERO.

Non vi fu danno. Io non ho fatto nulla che non fosse per te. Per te mio bene, per te mia figlia che non sai chi sei e non conosci d'onde io venga, o s'io, io non sia meglio di Prospero, padrone di una povera grotta e nulla più del padre tuo.

MIRANDA.

Non ho pensato mai di sapere altra cosa.

PROSPERO.

Il tempo è giunto ch'io ti spieghi altra cosa. Or dunque dammi la mano ed il mio magico mantello or dalle spalle toglimi. Così.