PROSPERO.

Sire, invito l'altezza vostra e tutta la corte nella mia povera cella dove potrete riposarvi questa notte. Ma in parte impiegheremo il tempo in discorsi cotali che veloce ve lo farà trascorrere: la storia della mia vita e di quel che mi accadde fino dal primo giorno in cui son giunto in quest'isola. E all'alba al vostro legno vi condurrò che a Napoli vi porti, dove spero veder solennizzato il rito nuzial di questi due amanti e quindi nella mia Milano ritornerò, dove su tre pensieri uno alla tomba mia sarà rivolto.

ALONZO.

La storia della vostra vita ho fretta di udire: certo deve stranamente prender l'udito.

PROSPERO.

Liberi vi rendo tutti! Ed a voi prometto calmi venti, onde propizie ed un viaggio tanto celere che possiate giunger presto la regal flotta.

Ad Ariele.

O mio Ariele, avanti! questo è incarico tuo: poi fa ritorno agli elementi e sii libero. Addio! Ed or di grazia fatevi da presso.

Exeunt.

EPILOGO