STEFANO.
Bevi, servo-mostro, te l'ordino io. Hai quasi gli occhi nella testa.
Calibano beve.
TRINCULO.
E dove vorresti che gli avesse? Sarebbe, da vero, un bel mostro se gli avesse sulla coda.
STEFANO.
Il mio mostro-domestico ha affogato la sua lingua nel vino. In quanto a me il mare non mi potrebbe affogare: prima di toccare la spiaggia ho notato trentacinque leghe in lungo e in largo, quanto è vera la luce! Tu sarai il mio tenente-mostro, oppure il mio alfiere.
TRINCULO.
Meglio il vostro tenente: non può essere un alfiere.