Udì la voce di April Bell:

«Ma dunque, Will!». E il tono era lievemente sardonico. «Hai proprio cer­cato di scappare?»

Afferrò una manata di terriccio e sassi e gliela scagliò contro con un gesto fiacco e pesante.

«Maledetta!», singhiozzò. «Non vuoi neanche lasciarmi morire?»

La lupa venne graziosamente giù per l’erta e, mentre lui tentava inutilmente di alzarsi per fuggire, gli leccò la faccia.

«Vattene via!» S’era levato faticosamente a sedere e cercava di respingerla con un braccio debolissimo. «Che diavolo vuoi ancora da me?»

«Solo aiutarti, quando hai bisogno di me.» Sedette davanti a lui, le bianche zanne ridenti. «Ti ho seguito per stabilire un circuito di probabilità che ti aiutasse a liberarti. So che deve essere doloroso e sconvolgente, ma tra poco ti sentirai molto meglio.»

Ma lui si ritrasse dalla lupa, che tentava di sfiorargli ancora la faccia col suo muso umido e fresco.

«Vattene al diavolo!», inveì roco. «Non puoi neanche lasciarmi morire?»

«No, Barbee. Ora non morirai mai più.»