«Maledetta!», sibilò all’indirizzo della lupa, che sapeva d’avere vicinissima, proprio dietro la macchina. «È ben difficile che tu riesca a prendermi, ora!»

Scoppiò a ridere, trionfante; rise del sogghigno di lei che non gli faceva più paura, degli uomini di Parker e delle camicie di forza del manicomio di Stato. Guardò ancora lo specchietto appannato e lanciò un sorriso di sfida al Figlio della Notte. No, i cacciatori misteriosi non lo avrebbero braccato più! Premette ancora sull’acceleratore e vide la curva apparire tra la pioggia.

«Che tu sia maledetta, April!» Sentì le ruote slittare, e non cercò di fermar­le. «Non potrai più tramutarmi, ora!»

Slittando lateralmente, la macchina abbandonò l’asfalto bagnato. Il volante gli girò violentemente tra le mani, e lui lo lasciò girare. L’automobile cozzò con un sobbalzo contro un macigno sul ciglio della strada e infine precipitò per il dirupo. Barbee s’abbandonò contento, in attesa del crollo finale.

«Addio!», sospirò alla lupa bianca.

20.

Non provò dolore, come aveva temuto. Per un istante, dopo che la mac­china si fu abbattuta sul davanzale di roccia con un orrendo stridore di me­tallo straziato, la tortura fu intollerabile, ma Barbee quasi non avvertì l’urto finale.

Dopo pochi istanti di tenebra assoluta, fu cosciente ancora una volta. Una delle ruote anteriori girava ancora, lentamente, sul suo capo. Un liquido gli gocciolava rapido accanto; sentì l’odore di benzina e prima che il carburante s’infiammasse riuscì a trascinarsi via da sotto il cumulo di rottami che lo schiacciava.

Fu con uno stupore non privo di sollievo che s’accorse che il suo corpo, sebbene ammaccato e dolente, non sanguinava nemmeno. Rotto e intirizzito dai morsi rabbiosi del gelido vento gravido di pioggia, stava dirigendosi bar­collando su per l’erta verso la strada, quando la lupa bianca ululò sul ciglio.

Cercò di fuggire alla tremula nota di trionfo di quell’ululato, ma uno sfini­mento indescrivibile lo possedeva. Inciampò, e allora si lasciò cadere sulla petraia bagnata, appoggiandosi con le spalle a un macigno viscido di pioggia, e se ne stette così a guardare la figura sottile della lupa sopra di lui, sul ciglio della strada, esattamente nel punto dove la macchina era precipitata.