«E come?», disse lui, aspramente. «Per essere entrambi dei fantasmi?»

«Non provare compassione per la tua sorte, Will Barbee!» Rise, in quel momento, scuotendo i capelli di fiamma sulla schiena nuda, e affondando i talloni nudi nel corpo squamoso del rettile volante. «Perché ora tu sei quello che nella leggenda gli uomini hanno chiamato un vampiro, e dovresti esserne felice. Il tuo vecchio amico Quain, e tutti gli uomini, hanno bisogno di com­passione... non tu!»

«No!», ansimò lui, ancora incredulo. «Non ti credo.»

Si abbassò di nuovo, planando con le ali stanche, descrivendo un circolo lento sui due uomini che portavano la sua parte umana via dai rottami del­l’auto, verso l’ambulanza in attesa. Uno di loro scivolò sulla roccia umida, e per poco la barella non cadde con il suo terribile carico. Ma sapeva che or­mai questo non aveva importanza. Era quello lo strano funerale di tutto il suo passato umano.

«Quando Archer cominciò a insegnarmi le antiche arti, provavo quasi una sensazione di orrore, e di angoscia», stava mormorando felice April Bell. «Il pensiero di nascondersi nelle tenebre, forse anche nella propria tomba, e uscire di notte a nutrirsi del sangue degli uomini! Mi parevano storie così orrende, così raccapriccianti, ma ora la penso diversamente. Ora so che è questa la nostra vera vita!»

Silenziosamente, rabbrividendo nell’aria, Barbee osservò i due uomini in­filare il loro carico nell’ambulanza. E si chiese quali potessero essere i prodi­gi realizzabili dalle particelle di energia della mente, dal disegno di energia che formava il pensiero; e si rammentò che Sam Quain non gli avesse detto qualcosa di più su ciò che la spedizione Mondrick aveva trovato sotto quegli antichi tumuli funerari del remoto Ala-shan.

«Era così che il nostro popolo viveva, un tempo», stava dicendo la strega bianca, in tono lieto. «Prima che gli uomini imparassero a combatterci. Ed è questo il nostro modo naturale di vivere, perché le libere trame mentali pos­siedono dei poteri meravigliosi. Le nostre menti possono sopravvivere quasi per sempre, a meno che non vengano distrutte dalla luce, o dall’argento, o da quelle orribili pietre che gli uomini seppellivano con noi.»

April a un tratto tese la testa verso il Nord, come in ascolto.

«Ora dobbiamo trovare Quain», disse. «Sento che il circuito si forma.»

Il nero pterosauro volò lento e maestoso verso il Nord-est, oltre il Laurei Canyon.