«Sono libero? Morto, intendi...?»

«No, perché ora non morirai più, soprattutto se impediremo a Quain di usare l’arma terribile che ha contro di te. Tu sei il primo della nostra razza il quale, nei tempi moderni, sia in grado di sopravvivere materialmente, nono­stante la morte del corpo. Te ne sei separato, come una larva dalla crisalide.»

Continuò a volare rigido, con un gran freddo dentro.

«Mi dispiace, tesoro.» Sentì il tremito di un’improvvisa tenerezza incrinare la voce di April. «Lo so, è una sensazione terribile, sapere di avere perduto il proprio corpo, anche se non ne hai più bisogno. Ma dovresti essere felice.»

«Felice?», replicò, amaramente. «Di essere morto?»

«No... felice di essere libero!» Una sommessa eccitazione tremava nella voce di April. «Presto ti sentirai diverso, Will. Perché ora tutti i tuoi immensi poteri ancestrali si desteranno rapidamente, con la scomparsa delle barriere umane. Tu possiedi tutta l’eredità e i preziosi segreti dei nostri clan, quell’e­redità che la nostra gente, dispersa nel mondo, ha conservato e tramandato attraverso le lunghe epoche oscure nelle quali gli uomini credevano di avere vinto la loro lunga battaglia.»

Le grandi ali nere tremarono nell’aria.

«Tesoro... non devi avere paura!» Dolcemente, le dita di April accarezzaro­no le grandi piastre del sauriano. «Lo so... ti senti strano e solo... come mi sentivo io, quando mi rivelarono la verità per la prima volta. Ma non resterai solo per molto tempo.» Una quieta esultanza riempì la sua voce. «Vedi, Ar­cher Glenn dice che anch’io sono abbastanza forte per sopravvivere alla mor­te del corpo.»

Navigava lento nel cielo nuvoloso, e le grandi ali parevano pesanti e torpi­de.

«Certo, dovrò aspettare che il nostro erede sia nato... un figlio il cui sangue sia così puro da poter essere un nuovo padre per la nostra razza. E dovrò darlo alla luce nella mia forma umana, perché anche lui dovrà celarsi tra gli uomini.» Sentì che il corpo di April s’irrigidiva, teso da quell’indomabile pro­posito. «Ma poi anch’io potrò essere separata dal corpo», aggiunse, dolce­mente. «E sarò con te per sempre!»