«Non ti troverà», disse la lupa, quando l’infermiera se ne fu andata. «E ora è tempo di muoverci. Sam Quain sta sfuggendo agli uomini dello sceriffo, lungo una pista che loro non conoscono. E sta trasportando la cassa. Possiede la sola arma che possa veramente nuocerti, Barbee, e dobbiamo fermarlo, prima che impari a servirsene. Su, andiamo!»
Barbee si attaccò alle sbarre del letto.
«Non credo di essere il Figlio della Notte», disse, «e non intendo fare del male a Sam.»
La lupa gli sfiorò, implorante, col muso il ginocchio e Barbee fu completamente soggiogato da quel muto richiamo. Le sue mani abbandonarono le sbarre del letto. Rivide l’alato pterosauro dello specchietto e fu posseduto dal desiderio cocente di avere la sua potenza. Subito una volontà spietata, tesa verso una vitalità mostruosa scese nel suo corpo, che gli parve si dilatasse, si gonfiasse e accrescesse fino a chiudere in sé l’intero universo. E una forza gigantesca fluiva in lui tepida e inebriante.
E anche la lupa si trasformava.
Si era rizzata sulle zampe posteriori, e diveniva sempre più alta. Le curve sottili del suo corpo si colmarono, la bianca pelliccia scomparve. Con un gesto pieno di grazia, April scosse i lunghi capelli rossi dietro le spalle nude. Con febbrile eccitazione, Barbee avvolse fra le sue ali robuste la donna nuda, e baciò le sue labbra fresche con la lunga lingua di rettile. Ridendo, lui accarezzò la sua testa ricoperta di scaglie.
«Abbiamo prima un’altra cosa da fare», disse scivolando via dall’abbraccio. «Ci aspetta un appuntamento con la probabilità, e con il tuo vecchio amico Quain.»
April gli saltò sulla groppa elastica e ricoperta di piastre come una sella, e la parete si dissolse davanti alle due figure l’una aggrappata all’altra. Con un senso di sorpresa, vide che il letto d’ospedale era vuoto. Ma quel piccolo enigma non lo turbò: era meraviglioso sentirsi di nuovo libero, e il morbido peso della ragazza nuda sul suo dorso lo eccitava.
Ed ecco, navigavano alti nella notte nuvolosa, tra le ultime raffiche spruzzate di pioggia. Sotto di loro si stendeva la strada delle colline. Poi, a un cenno di April, il rettile volante scese lentamente, planando, sulla curva di Sardis Hill, dove tre automobili erano ferme, insieme a un’autombulanza. Due uomini vestiti di bianco stavano portando una forma scura su di una barella.
«Quello è il tuo corpo», gli disse April. «I tuoi poteri sono cresciuti, e tu non ne hai più bisogno. Sei libero.»