Barbee fece un passo indietro, a disagio. Si chiese se gli artigli del leopardo nero, strappandole gli occhi, non le avessero anche parzialmente leso il cer­vello. Le ansie di Rowena andavano molto al di là d’ogni ragionevolezza.

«Ecco Bennett», le fece con un sospiro di sollievo. «Ora anche gli altri scen­deranno con lui.»

Rowena trattenne il fiato, e attesero in silenzio. Solo Barbee, tuttavia, pote­va vedere Bennett: e se la sua voce era tranquillizzante, il viso rabbuiato pareva smentirla, quando l’uomo li ebbe raggiunti.

«Stanno tutti bene, signora Mondrick», disse. «Si stanno preparando a scen­dere, ma credo che dovremo attendere ancora un po’.»

«Ma perché?»

«Suo marito, a quanto pare, ha scoperto cose di straordinaria importanza, e vuole fare una dichiarazione pubblica sui risultati della sua spedizione prima ancora di uscire dall’aeroporto.»

«Oh, no!», esclamò Rowena, al massimo dell’angoscia. «Non deve!», sin­ghiozzò. «Non glielo permetteranno.»

Bennett aggrottò la fronte lievemente stupito.

«Non vedo che cosa ci sia di preoccupante in una dichiarazione sui risultati d’una spedizione scientifica», disse. «Le assicuro, signora Mondrick, che non c’è il minimo pericolo. Il professore mi è parso forse un po’ troppo sollecito riguardo a non so quale intoppo, tanto che mi ha pregato di chiamare la polizia, per proteggere i membri della spedizione e i reperti fino a quando la dichiarazione non abbia avuto luogo.»

Rowena scosse la fiera testa candida, come dubitando della protezione di cui poteva essere capace la polizia.