«Guarda», disse il vecchietto. E gli mostrò una copia dello Star della vigilia. Non una sola parola del suo articolo era stata stampata. Su una delle pagine interne, c’era soltanto l’annuncio del funerale di Mondrick alle due del pomeriggio.
«Strano», disse, e con un’alzata di spalle si scrollò di dosso il piccolo enigma. Aveva ben altri misteri da risolvere, quando ne avesse avuto voglia. E attraversò la strada, lieto di ritrovarsi nell’ordinata confusione della sala cronisti.
Sul suo tavolo trovò un familiare foglietto blu da memorandum, che gli comunicava di presentarsi da Preston Troy. Lo Star non era la più importante delle imprese industriali di Troy, che comprendevano stabilimenti, mulini, il Trojan Trust, la stazione radio e il circolo di baseball. Ma il giornale era il suo giocattolo favorito, tanto che sbrigava quasi tutti i suoi affari nello spazioso studio d’angolo che si era riservato sopra la sala cronisti.
Barbee trovò l’editore che dettava una lettera a una sottile segretaria dai capelli d’un biondo tiziano (Troy era famoso per la raffinata bellezza delle sue segretarie). Era un uomo robusto e tarchiato, con un cerchio sottile di capelli rossicci attorno alla cupola rosea della testa. Fissò Barbee con due scaltri occhi azzurri e fece ruotare il grosso sigaro da un angolo all’altro della bocca larga e sensuale.
«Prenda la cartella Walraven», ordinò alla ragazza, poi i suoi occhi gelidi si posarono di nuovo su Barbee. «Il suo direttore mi dice che lei è un uomo in gamba, Barbee. Voglio offrirle la possibilità d’un servizio importante, firmato, per montare la candidatura del colonnello Walraven al Senato.»
«Grazie, Presidente», disse Barbee, senza molto entusiasmo per il colonnello Walraven. «Ho visto che Grady non ha passato il mio pezzo sulla morte di Mondrick, ieri.»
«Gli ho detto io di non pubblicarlo.»
«Potrebbe dirmi perché?» E Barbee piantò gli occhi bellicosamente sul roseo volto del proprietario. «A me sembrava che fosse roba da prima pagina. Profondo interesse umano e tutto un lato misterioso, molto giallo: Mondrick, capisce, è morto mentre stava dicendo che cosa aveva portato dall’Asia in quella cassa verde... Ed è ancora valido, come servizio, Presidente.» Barbee cercò di soffocare l’irritazione che lo stava dominando. «Il verdetto del coroner è stato di morte per cause naturali, ma gli amici dello scienziato si comportano come se non credessero una sola parola del verdetto. Stanno nascondendo ciò che si trova nella cassa e hanno più che mai paura di parlare.» Ancora Barbee cercò di dominarsi. «Affidi a me questo lavoro, Presidente. Con un fotografo, monterò un servizio che farà di Clarendon la città più famosa del mondo. Voglio scoprire perché Mondrick è andato nell’Ala-shan, e voglio scoprire di che cosa hanno paura quegli uomini, e che cosa nascondono in quella cassa.»
Gli occhi con cui Troy lo fissava erano duri e inespressivi.
«Troppo sensazionale per lo Star. »La voce del Presidente s’era fatta bruscamente dittatoriale. «Non pensiamoci più, Barbee. Si metta a lavorare sul colonnello.»