(DA ANTHERO DE QUENTAL)

Quando Cristo sentì che la sua ora
Giunta era alfine, a quei che lo cercavano
Grave, calmo, sereno appresentossi.
Venia la turba in arme! Ma di tanti
Non un sol si attentó muovere il passo
E por la mano in su il figliuol dell'uomo.
Tutti con bassi gli occhi, a Gesú innanzi
Inerme, nascondean l'armi. Ma quegli,
Che il doveva tradir, fattosi presso,
Lo strinse fra le braccia mormorando
Dio ti salvi Maestro! E, siccome era
Pattuito, baciollo in sulla faccia.
Cosí gli altri avanzandosi, lo presero.
Ma Gesú, gli occhi al ciel, senza vederli
Li perdonava e li seguia sereno.
Era scabro il cammino. In cima a un monte
Saliano; e da' due fianchi e giuso al basso,
Su la terra era notte. E, quando al fine
Aggiunser la più eccelsa erta del colle,
Di repente fu visto illuminarsi
Uno de' lati d'una blanda e dolce
Luce; ma immensa. E quanta terra in quella
Dal monte all' oceàn capia, su cui,
Dall'alto riflettendosi, la viva
Face splendea, si rischiarava tutta
Da valle a monte, e risalia la bianca
Luce a mezzo l'azzurro arco del cielo.
E puro somigliava albor lunare
O da quel lato rinascente aurora.
Ed era questo il lume che su Giuda
Non risplendea,

Dall' altra parte intanto
Era tenebra fonda e parea come
Di quei triste il delitto ella ascondesse
Tutt' all' ingiro, in procellosa notte
Biancicante di neve all' orizzonte.
Cosí, divisa in due parti la terra,
Involta questa rimanea nell' ombra.

………………………………….

Fu da quest' ombra che la chiesa nacque.

Domenico Milelli, Rottami, p. 39. 1890.

FIM

INDICE

Dedicatoria

Explicação prévia
Escorso biographico de Anthero de Quental
Autobiographia de Anthero
Bibliographia