Serás reflexo de belleza, lustre,
E de eterno splendor émula illustre.[19]
XIX.
LA LUSIADA.
EPILOGO DI PAGGI.[17]
I.
Cotal cantava il lusitano cigno
Molcendo con sue voce anco le fere,
Non che l’amato patrio Tago e’l Migno,
E le del canto suo Tagide altere:
Che pur del suo destino empio e maligno
Non puote unqua addolcir l’ire severe;