SCENA SECONDA.

A bordo d'una barca a vela: in alto mare. Tempesta.

(In piedi, Erasmo, in abito d'eremita, regge la barra del timone. Accovacciato Hubbo tiene la corda della vela).

HUBBO.

E chi vede più niente in questo inferno?

Si scivola... si vola a precipizio!

ERASMO.

Io gli scogli non scorgo, ma Dio veglia:

Ci diriga se vuole, o ci frantumi!

HUBBO.

Sono maledizioni di saette...

E non arriveremo che al naufragio!

ERASMO.

Io sono pronto.

HUBBO.

Eh vecchio sei barbone amico di Dio,

ma Hubbo la morte lo spaventa.

ERASMO.

Tira! Oh senti la campana! È l'ora

nostra... Su, su... L'ondata passa... e spazza!

Amavi tu la vita come i re?

HUBBO.

Come un rospaccio cui tirano sassi

anche i marmocchi fior d'innocenza...

Ah quant'acqua... Non si regge più!

Tu forse avrai goduto.

ERASMO.

Avidamente ho steso le mani

su tutti i beni della terra e nulla

è stato mio: le mani or tendo al cielo

e qualche cosa piglierò lassù.

HUBBO.

Hai amato ed hai sofferto per amore?

ERASMO.

Prega... Il vento cambia. Forza!

HUBBO.

Tutta la barra. Ancòra. L'albero cede.

ERASMO.

No. Tien saldo. Mi piacque una nipote

principessa di mani come il vento...

HUBBO.

Isotta!

ERASMO.

L'hai conosciuta? E casta come morta...

HUBBO.

No, casta. Tu non sai l'amore suo!

ERASMO.

Per chi? Su! Grida più dell'uragano!

HUBBO.

Per un Tristano che se l'è sposata...

ERASMO.

Ah parole più fulmini del fulmine!

L'ama? È felice? Parla! Com'è fatto?

HUBBO.

Oh piangere la fa! Chè lui non l'ama!

ERASMO.

Piangere? Miserabile!.. Oh vendetta...

HUBBO.

Compiuta, la vendetta. Tristano muore.

E vuole anche morir contento!

E com'è stato fedele a un'altra Isotta,

a un suo peccato, manda noi,

che gliela riportiamo, questa Isotta,

per essere felice, nel trapasso, ed in eterno,

ed infelice in eterno quella che tu amavi.

ERASMO.

Lascia la vela. Ed io lascio il timone.

HUBBO.

Ma la barca impazzisce disperata...

ERASMO.

Giù! Giro tondo e vortice che sale!

HUBBO.

È la fine! È la fine!

ERASMO.

Che importa? Vuoi che io serva a quel Tristano?

HUBBO.

Ho promesso... Ho paura...

ERASMO.

Ma ti viene la morte e ti cancella

e le promesse annegano con te...

HUBBO.

No. Non si può camminare...

ERASMO.

Se non gli giunga, se mai più riveda

quest'altra Isotta, morirà furioso?

HUBBO.

Furioso, sì, come un cane.

ERASMO.

E d'Isotta, la mia?

HUBBO.

La nostra, sarà un po' contenta...

ERASMO.

Quale nostra?... Anche tu? Maledizione!

HUBBO.

No. No. Non ho che pianto. Pietà di me...

ERASMO.

Verme! Rospo, hai osato? Ma si muore...

Vieni qui. Parla. Non tremare. Parla.

Ancora è bella? E le sue mani bianche?

HUBBO.

Come la spuma... Oh, no. Si sprofonda!

ERASMO.

Sì.

HUBBO.

Salvami! Non vedi? Non vedi?

ERASMO.

Sì. Ma parla di lei! Parla di Dio!

HUBBO.

È triste, Isotta... E non ci ha mai sorriso...

ERASMO.

Isotta, Isotta...

HUBBO.

Isotta...

(S'inabissano).