DOPO
Oh! ti ricordi quella bianca stella
lontanamente splendida
che guardammo una notte? Eri pur bella,
pallida, seria e meditavi. Lente
in alto si curvavano
le cime dei cipressi e nel fremente
silenzio lussuriose moribonde
parlavan le gardenie
pur cogli odori: dalle treccie bionde
il tuo profumo mi salia pel volto,
e l'anima fantastica
d'una ignota passion da te, dal folto
giardin rapiva, come il vento invola
alla rosa le foglie,
in alto in alto; e in quel viaggio sola
col tuo profumo nel languor sveniva
d'una indistinta, gracile,
misteriosa carezza. In sulla riva
di quella canda stella ancor più canda
radïavi sul limpido
oceàn dell'azzurro; un'aura blanda
tradia d'un bacio le tue molli forme:
l'immenso mar ceruleo
morìati a' piedi ed i pianeti a torme
vi navigavan — Naufrago morente,
a un vago desiderio
aggrappato, lontan, lontanamente
io ti vedevo bella bella bella...
e invan le stanche braccia
agitavo nuotando inver la stella
lontanamente splendida. Sfinito
in quell'immenso, inconscio
desiderio, nel placido infinito,
fra gli astri innumerabili, nel vasto
luminoso silenzio,
del tuo bel volto nel pallido fasto
io mi perdea, e, del tuo biondo odore
nelle carezze tenui,
dell'ignoto naufragio il mio dolore
consolavo e consolo — E tu la stella
lontanamente splendida
di quella notte li ricordi, o bella?...
Casola Valsenio. Agosto 1877.