BELLE ISTORIE

i romanzi

Pur t'insinui fra pagine di libri

candide e nere, o riso di sirena

subdolo, e come sottilmente vibri!

Romanzi letti con anima piena

di febbre, a notte, mentre in ombre il lume

ripeteva negli angoli ogni scena!

L'amata emersa dalle trine a spume

e l'amante a' suoi piedi, ebbro di lei,

si sprigionavan molli dal volume.

Illanguidiva i suoi grand'occhi rei

smanïosa d'amar la Bovary,

o con la barba a punta e con i bei

denti rideva fatuo Bel-Ami.

le favole

Ma non han sempre fascino perverso

le belle istorie. Quante care favole

ci empiron di prodigi l'universo!

Bimbi, ricordo, in giro a tonde tavole,

sotto velate lampade e velate

voci di dolci narratrici avole.

E la notte chinavansi le fate

sul letto dei fratelli, e bei guerrieri

baciavan le sorelle addormentate.

Poi, nella torre alta dei Desideri,

come la moglie pia di Barba-blù,

una fu chiusa, ed io l'udii pur ieri

gridare: — Anima mia, che vedi tu?

il poema

Più malïardo splende il bel poema

dove lo squillo vario della rima

come un riso febeo palpita e trema.

Ogni verso è uno stel che reca in cima

la sua corolla, e a tre a tre le intesse,

sì che l'un fiore l'altro non comprima.

Vi ride amor le sue vane promesse,

o vi lamenta la mentita fede,

o vi miete una sua sanguigna messe.

E un gel mi guizza dalla nuca al piede

pur mentre il tuo torbido amor m'adesca,

s'io leggo qual pagasti aspra mercede

pei baci del tuo Paolo, o Francesca.