LE LETTERE
il giardino segreto
Carezze consumate nel pensiero,
parole dette senza voce viva,
intimità ravvolte di mistero!
Lettere, orto occulto che coltiva
per sè ogni donna: frutti per la sete,
fiori per la narice sensitiva.
E steli ch'ella sa intrecciare a rete
ed erbe amare come le cicute
ed ortiche che pungono segrete.
Per l'amore che in sè portano mute,
per i sogni ch'è dolce in lor trasmettere,
per le menzogne di cui son tessute,
un sottil sortilegio arma le lettere.
lettere intime
Giungono con un volto tormentato
dalla fatica rude del vïaggio
con segni, impronte, tracce in ogni lato.
Ma dalla busta immune esce il messaggio
e colei che lo attende a sorso a sorso
lo gusta, come un dolce beveraggio.
Qualche parola, a un tratto, il cuor le ha morso.
— Ah! scherzi. — Fra le righe un riso fine
guizza, quasi fra pause d'un discorso.
Balenan lampi nelle ciglia chine
della lettrice, e quando un mal represso
desìo irrompe in parole ebbre alla fine,
ella ne freme come d'un amplesso.
lettere rese
Anche talor si rendono i carteggi
a chi li scrisse. Partono coperti
di baci e tornan crudi di motteggi.
Sembran figliuoli prodighi, inesperti,
che rifanno il cammin già un dì percorso
ricchi d'oro e di gloria, oggi deserti.
Tornano a chi da sè li svelse. E a sorso
a sorso, ancor l'amaro beveraggio
s'assapora, con brividi pel dorso.
Si stupisce: — Ma è mio questo linguaggio?
Non più nostre, non più, sembran le frasi
di follia. Ora il cuor s'è fatto saggio,
forse, e l'amore è già lontano, quasi.