OMBRE

doppio gioco

Mentre parliamo di comuni cose

leggere, tu via via a me t'accosti,

pieghi su me con ciglia curïose.

Quasi straniero ieri ancor mi fosti,

or ci avvicina fredda cortesia,

domani andremo per cammini opposti.

Tu t'inchini su me, come chi spia,

come chi è attratto a forza e intanto dici

cose vane con grazia e leggiadria.

Ma quando un gioco d'ombre tentatrici

scopri, io abbozzo un sogghigno involontario.

Tu indietreggi, e tra noi, fatti nemici,

ondeggia blando il conversar più vario.

gelosia

Non so dov'ella era nascosta: forse

in fondo all'ombra vacua degli specchi.

Non la vidi ma il suo riso mi morse.

Sottile mi vibrò dentro gli orecchi

con qualche nota di canzonatura,

parve squillar dietro gli arazzi vecchi.

Così sentii l'ignota creatura

di voluttà, la preda di lussuria,

colei che imprime la sua traccia impura

E di gelo restai sotto la furia

del desiderio, mi difesi fiera

contr'ella che rideva acre un'ingiuria,

e contro chi gemeva una preghiera.

un incontro

La donna che incrociò col nostro passo

lento la sua rapidità leggera,

ci saettò di sotto il ciglio basso.

Tu con l'occhio e il desìo la passeggera

seguisti. Ella sparendo ebbe nell'anca

una grazia perversa di pantera.

Subitamente io vacillai, sì stanca

che a te mi ressi. Mi pungeva il viso

quel sottil gelo che le labbra imbianca.

Ma già da nuova bramosìa conquiso,

tu comentavi ancor: — Che malïarda!

Di scatto io ti lasciai, con un gran riso

d'ilare odio e di pietà beffarda.

una prudenza

Tronchiamo l'ansia che incrudì già quasi

tra noi in febbre. Non ancor ci ha vinti

amore, ci irretì gioco di casi.

Non ancor per gli incauti labirinti

del male ci guidarono le crude

curiosità, ci attrassero gli istinti.

Ciascun di noi nel suo intimo chiude

buia tuttor quell'anima diversa

che solo scopre il desiderio rude.

Esso poteva smascherar perversa

o fiacca o vile questa sconosciuta.

Perciò quella che perdi, ancor sommersa

nell'ombra, per prudenza, ti saluta.