OSTILITÀ

un rancore

Non so che sorda ostilità mi armasse

ieri contro di te. Forse un rancore

oscuro alla guerriglia acre mi trasse.

Pareva che un sottile aizzatore

incrudisse il mio riso ed il mio gesto,

accosciato nell'ombra del mio cuore.

Amore è il tuo avversario: non già questo

che a tratti or sì, or no, fra noi balena,

ma un altro, assai nel mio cuore più desto.

Quel che fu dono non offerto, pena

non detta, slancio trattenuto in me.

Il vampo di follia, la vita piena

in cui non mi travolse altri, nè te.

una carità

T'ostinasti a picchiare alle mie porte

con il tuo cuor nella tua mano a guisa

di pietra e a lungo mi chiamasti forte.

E m'ostentavi la tua faccia intrisa

di pianto, come un mendicante astuto,

per più carpir dalla pietà improvvisa.

Se a qualche carità, pregando aiuto,

tu mi forzasti, non imaginare

ch'io n'abbia al par di te molto goduto.

Labbra pietose si fan spesso amare,

più amare quando vinsero un ritegno

per addolcire il cuore di chi appare

dopo, ma tardi, d'ogni dono indegno.