SENSAZIONI

una voce

Una voce nell'ombra ha qualche volta

la morbidezza calda d'una cosa

tangibile. Non s'ode, non s'ascolta,

ma sul cuor che l'accoglie quasi posa

le sue parole ad una ad una, come,

quando langue, le sue foglie una rosa.

Se invoca piano, in ansia, un caro nome

par che vi tremi il mal represso ardore

d'un bacio non osato fra le chiome.

E di soverchia intensità essa muore

soffocata ed il pianto che l'assale

sembra il principio dolce dell'amore,

ed è l'inizio acerbo del suo male.

la sera

E quella che va sola ama sostare

a vespro sotto cieli d'alabastro

chiari ancora d'un lume che traspare.

Guarda l'ombra affinar d'un vïolastro

pallore i monti, e attraversare il cielo

l'ultimo raggio come un lungo nastro.

Poi, tutto andar sommerso dietro un velo

su cui ansa, sgomenta d'esser sola,

la prima stella, come un cuore anelo.

Stella solinga, amara è la parola

di chi ti dice: — Io sono come te! —

di chi presso la notte si desola

tanto, e non osa dirtene il perchè.

la libertà

Dono di gelo, libertà, che vali?

Io vago, tratta da tue aeree dita,

per tante strade, e tosto oblio per quali.

Vado, e non so che strana ansia m'incita

di luogo in luogo, sì che giunta a pena

già mi sospinge a nuova dipartita.

Nuova lusinga all'anima balena,

l'attira con la sua dolce menzogna

ov'è d'oro o di ferro la catena.

Chi t'ha perduta, o libertà, ti agogna.

Chi ti possiede non t'apprezza più.

D'averti, alata scorta, si rampogna,

e t'adopra a cercar la schiavitù.

insegnamenti

Ma amore in schiavitù più non mi vuole.

Il despota gettò catena e sferza

e m'addottrina d'ilari parole.

— Quand'io v'incontro, — amabile egli scherza,

— la prima volta, molto vi torturo,

ma poco la seconda e men la terza.

L'antico male col recente io curo,

e il cuor v'agguerro sì che a poco a poco

possa affrontarmi, sempre più sicuro.

E poi ch'io osservo: — Assai perverso è il gioco, —

no, — ribatte — è saggezza salutare.

Quando il bimbo sentì l'ardor del fuoco,

molto di rado tornasi a bruciare.