PARTE PRIMA
L'Amico — quell'«amico» che troviamo sempre nelle novelle e nei drammi, il modesto e mansueto amico che non vive di vita propria ma esiste soltanto per accompagnare con brevi commenti ed esclamazioni i discorsi del protagonista — quell'amico (utilissimo anche in questo racconto) disse, come dice sempre:
— Ma.... ella ti ama!
— Sì; ella mi ama, — disse cupamente Manlio.
— E non ti tradisce.
— No, — disse Manlio, con un profondo sospiro; — non mi tradisce.
(Da quel sospiro che cosa deduce l'intelligente lettore?
Deduce: a) che Manlio parla di sua moglie.
b) che questa moglie è probabilmente grassa e sulla quarantina.
c) che Manlio ha un cuore modernamente irrequieto e infedele).
— Io non so di che cosa ti lagni, — disse l'amico. — Sei un uomo arrivato; sei un poeta stampato. Hai girato il mondo; ti sei divertito; ne hai fatto di tutti i colori....
— Ah no! — gridò Manlio — no! Non è vero. Non ne ho fatto «di tutti i colori».... — E sprofondando le mani nelle tasche soggiunse, crollando il capo: — Ed è questo, questo appunto che mi affligge.
L'amico (di cui la missione è di raccontare diffusamente al protagonista ciò che questi sa assai meglio di lui) enumerò la serie di brillanti conquiste fatte dal fortunato Manlio:
— La Tortola.... la Vannucci.... Carlottina.... Vilfrida.... Cicì.... la Soresina....
— Sì!... sì!... sì!... — gemette Manlio. — Ma quelle.... erano tutte dello stesso colore.
L'amico si stupì. — Che cosa vuoi dire?
— Voglio dire, — e Manlio appoggiò il capo sulla spalliera della poltrona guardando con aria ipocondriaca il soffitto, — voglio dire che quelle donne non erano di tutti i colori. Erano tutte più o meno bianche; chi un po' più chiara, chi un po' più scura; chi d'un bianco latteo, chi d'un bianco niveo, chi d'un bianco d'avorio.... Ora tutto quel biancore mi è venuto a nausea. Il mio cuore e i miei nervi reclamano delle tinte più forti e fosche, del pimento più carico e più caldo.... I miei sensi reclamano.... un tenebroso amore! — E Manlio si passò una mano fine e «psichica» (come l'aveva un giorno definita una Americana dilettante di chiromanzia) si passò dunque la mano psichica sulle lunghe chiome ondulate che portava spazzolate indietro dalla fronte e gonfie in cima al capo, à la Pompadour.
L'amico — che aveva i capelli semplicemente castani e tagliati a spazzola — crollò la testa.
— Manlio, tu leggi troppa letteratura psico-analitica, — disse. — Queste inquietudini intellettuali morbose, questa ricerca di stranezze, diremo così cromatiche, le ho trovate già nei libri di.... — (ed enumerò vari autori moderni a cui io qui non desidero fare della réclame).
— Ti sbagli, — rispose Manlio. — Questa mia brama, questo mio struggimento ha una tutt'altra origine. Tu sai che quando ero in Libia le donne indigene, per me.... posso dire che non esistevano. Le avevo in orrore colle loro forme nere e le loro chiome lanose.... Ebbene, strano a dirsi, partendo, quasi non ero ancora a bordo che già provavo come un senso di rammarico.... che so io!, di rimpianto; come se avessi mancato qualche cosa, come se fossi passato accanto a un fiore senza coglierlo, a una sensazione senza provarla.... Allora quando l'altra sera il maggiore Hubert Elia mi lesse certi suoi bellissimi versi intitolati: «La Migiurtina»....
— Ah! vedi che c'entra la letteratura! — esclamò l'amico.
— .... questo rimpianto, questo desiderio retrospettivo, si acuì fino alla sofferenza.
«Chi t'ha foggiato in questa forma pura
Di bronzo antico, figlia del deserto?
Quale artefice l'agile cintura
Ti assottigliò con lo scalpello esperto?...»
citò Manlio, fervido e fremente.
— Ah sì, sì! bellissimo, — mormorò l'amico, che non amava la poesia.
«Ma tu sei tutta caldo bronzo aurato....».
— Di chi parli? — interruppe l'amico.
— Ti dirò. Questa specie di nostalgìa vaga, questo desiderio fluttuante e indefinito, da ieri si è fissato su un essere vivo e tangibile, ha preso forma materiale e umana....
— La forma di chi? — chiese l'amico.
— Stasera vedrai! — pronunciò Manlio misteriosamente (anche per mantenere tesa l'attenzione del lettore). — Vieni con me all'Alhambra. Trovati sulla porta alle nove precise.
E l'amico, il quale, s'intende, non ha mai nulla da fare per conto suo, accettò.