Collane azzurre.
Passano cani, cavalli e muli, cinto il collo da collane azzurre. Nulla è più strano e più ridevole. Un vecchio asino dalle orecchie pendule, dalle gambe piegate, recante un vezzo azzurro sopra i guidaleschi, mi ricorda una vecchia signora nordica che si era vestita di rosa pallido fra trine e falpalà e si pensava ammirata.
So bene che l’associazione di immagini è irriverente, ma non l’ho provocata ad arte.
L’orecchiuta bestia che ebbe pure il vanto, allorchè discendeva lungo l’Eufrate, con la gaia vendemmia, dall’Armenia a Babilonia, di dare origine ad un demone dolce e impuro, Bel-Phegòr[7], è giusto non abbia il senso del ridicolo, ma per quale singolarità nei popoli nordici tale senso è sì scarsamente diffuso?