L’Ombra del Mandorlo.
C’è, a Susa, una piccola fonte remota fra gli ulivi; la chiamano l’Ombra del Mandorlo.
L’ho veduta ieri; vi sono giunto per caso, aggirandomi per le viottole fra gli uliveti.
Ero felice, contento di un nulla, della chiara mattina. Mi è parso che il sole sorgesse in me. La grande letizia del giorno si era trasfusa in tutti i miei sensi; ho sentito l’anima mia, figlia del mondo, riempirsi di luce come tutte le cose.
Ad un tratto un mormorio di acque correnti mi ha fatto sostare e, in un lembo di terreno dispoglio, ho veduto un mandorlo e una piccola fonte. Da questa derivava un ruscelletto gorgogliante che scorreva fra ciottoli e fiori e si perdeva ben tosto sotto l’ombra degli ulivi. Il mandorlo era in fiore.
Mi sono seduto all’ombra azzurrina, d’altro non mi importava: nè di andare, nè di sapere dove ero; mi erano innanzi due cose vive, due voci, due forze misteriose quanto il palpito del mio cuore: un albero e una fonte.