Pireo.

A Pireo come a Corfù ci accoglie un nugolo di gente urlante, che prende d’assalto il piroscafo.

Saluto Helena, una mia piccola compagna di viaggio, il sorriso della giovine Grecia, e scendo in una barca nella quale mi trovo stipato fra uomini e bauli.

Si discende alla dogana e ci si imbroglia nel cambio della moneta con queste drakme e mezze drakme di carta luridissima.

Pireo non ha alcuna caratteristica. È una città in via di formazione, sudicia, dalle grandi vie disselciate piene di fango.

Mi faccio condurre a Falèro, che è un luogo di bagni, sul mare.