CAPITOLO I.
Dell'origine primitiva del Popolo Ebreo.
Una densa impenetrabile notte avvolge talmente a' nostri sguardi presso che l'intera antichità degli abitatori della terra, di maniera che fra tutti gli Scrittori, anche i più celebri, che ci hanno trasmesse le loro varie ponderate opinioni su' popoli differenti della prisca società umana, su' primi loro complicati avvenimenti, e sulla più probabile fondazione de' loro imperi, niuno certamente fino ad ora ve n'ha che possa vantare, con debita ragione candore, verità, ed esattezza, alloraquando intraprese a trasmettercene l'origine, od il ragguaglio di tutto ciò che a quelli supponeva positivamente appartenere. Il maggiore soccorso che noi potremmo ricavare onde proferire qualche giudizio sopra un simile assunto, sarebbe forse dalla sola Scrittura; ma ciò che questa, d'altronde, ci rapporta, è sì ambiguo, e sì conciso, che in vano ci lusingheremmo di potere col solo mezzo di essa pervenire a rischiarare le nostre tenebre intorno a questo soggetto.
Eppure a fronte di tale malagevole ostacolo sì difficile a superare, io mi accingo, non per tanto, ad investigare il primo remoto nascimento di un Popolo, che malgrado la sua origine barbara, incolta, e quasi ferina, siccome è quella di tutte le altre colonie nascenti delle quali ci fa superficiale menzione l'istoria de' secoli vetusti, ha frattanto attirata la seria curiosità de' dotti di ogni epoca, di ogni nazione, preocupando le loro menti perspicaci a suo riguardo, alcuni per commiserarlo, altri per esaltarlo, e molti per farsene sovente ancora il baluardo contro gli attacchi ostili a' quali esso fu sì di frequente soggetto sopra la terra, sia per parte di coloro che tentarono diffamarlo con atroci calunnie, ovvero di quegli altri che nutrirono il barbaro progetto di schernirlo, e di umiliarlo con mendaci reprobe imputazioni, come opportunamente avrò soggetto di dimostrarlo, fremendo, più di una volta.
Il Popolo Ebreo dunque, di cui intendo parlare, secondo tutte le apparenze le più convincenti, poco, o nulla differenziare lo veggiamo da quelle numerose orde che i monumenti antichi fanno scaturire, dirò così, dalla superficie della terra ad ingombrarne lo spazio, dal momento che dessa cominciò ad essere abitabile dalla specie umana: ma le istoriche nozioni pervenute fino a noi sopra un tale particolare, sono tutte concorde a dimostrarci, che l'origine frattanto ne è identica perfettamente fra l'uno, e le altre, ed in ogni parte comune. La caccia, l'agricoltura, la pesca, la pastorizia, e poche rozze manifatture; ecco la sola, e prima generale occupazione di tutte le umane associazioni, durante la loro più antica infanzia; ecco probabilmente quale dee essere stata la situazione, e la carriera di quelli, che le sacre pagine, di accordo coll'antica storia profana, ci assicurano essere stati i primi archetipi fondatori dell'ebreismo.
Per altro, siccome questo solo articolo potrebbe, senza dubbio, formare per se stesso materia esuberante onde empiere un immenso volume, e non essendo altresì mia intenzione di riportare quì delle favole, o delle ipotetiche congetture destituite di basi, o di lumi sufficienti ad investigare la serie determinata di anni che può verosimilmente fissarsi all'originaria esistenza del Popolo Ebreo, d'altronde contrastata pertinacemente da varie altre popolazioni, che contrappongono un antichità infinitamente più remota di quella vantata da esso, coll'autentica testimonianza del codice Mosaico, checchè nulla dicane la Genesi, la quale non ci lascia comprendere giammai perchè non abbia in verun modo fatta menzione delle affluenti colonie, che i sicuri frammenti che ci restano chiaro dimostrano esistere in que' tempi [(1)]; noi però, allontanando sopra un tale proposito tutte le informi visioni che molti autori erroneamente prevenuti scavarono nella loro immaginazione, ci rivolgeremo al libro il più autorevole che abbiano gli Ebrei, ed il più generalmente approvato da tutti i popoli del mondo, e con esso ne fonderemo l'origine da quello che ha il primo radicati que' germi salutari della credenza edificante di questo Popolo, e che la Scrittura medesima ci annunzia il primo ad essere distintamente appellato col nome di Ebreo (nghibrì), ed il primo, parimente a recidersi il prepuzio in provetta età per divina prescrizione [(2)]; rimettendo alle ricerche de' critici assennati le epoche rimarcabili che precederono, sia del prodigioso Diluvio universale, e della costruzione dell'arca di Noè, fatta in quella circostanza con architettura sovr'umana; sia della confusa divisione repentina delle Lingue nell'occasione della temeraria impresa della torre di Babel, ed altri straordinari aneddoti siffatti; tutto ciò dico, non essendo di mia speciale competenza di esaminare, io lo considero come straniere al prefissomi assunto, e ne rinunzio di buon grado le indagini a' perspicaci investigatori della natura, e delle sue leggi.
Ecco tutto ciò che noi possiamo quì asserire, se non con positiva certezza, almeno con qualche probabilità, intorno l'originaria derivazione del Popolo ebreo, giacchè le memorie che restano a noi, non meno di questo che di tutte quelle numerose orde vagabonde allora esistenti sulla terra, sono cotanto scarse, e incerte, che tutto ciò che si aggiugnesse non farebbe che vieppiù aumentare i nostri dubbj, complicare i nostri errori, ed allontanarci onninamente dalla genuina verità del soggetto, come sappiamo essere, pur troppo, accaduto a qualche male impressionato Scrittore antico [(3)], per volere di soverchio innoltrare le assurde congetturali ricerche intorno a certi soggetti, gli autentici monumenti de' quali ci furono pur troppo defraudati dall'Istoria, e le nozioni detagliate che risultare ne potevano in vantaggio della specie umana, ne restarono avvolte nella folta nebbia de' remoti secoli decorsi.
[(1)] I Chinesi vantano trentaseimila anni di antichità, ed i più accreditati Istorici che ci tramandarono i fasti di questa Nazione, assicurano che Fo-Hi loro primo Sovrano montò sul Trono della China tremila anni avanti Cristo, ciò che farebbe rimontare la fondazione del loro Impero a più di trecento anni al di là del Diluvio, e quindi l'antichità di questo popolo assai più oltre l'epoca in cui le opinioni odierne fissano la creazione dell'universo, e la struttura originaria del primo Essere umano (Ved. Lenglet Meth. d'étudier l'Hyst. et Beyeri. Mem. Hist. Crit. Libror. rarior. pag. 171). E da que' pochi frammenti che ci restarono del Manethone, prete Egiziano, e della Genealogia, o successione de' Re di Egitto, trasmessaci da Erodoto, l'origine degli Egizj, e la fondazione del loro regno è portata oltre mille anni al di là di tutte le più lontane epoche della Creazione, se prescindere vogliamo però da quella degli Assirj, degli Etiopi, de' Sciti, de' Frigiani, e de' già riportati Chinesi, che vanno tutti molto più lungi nell'antichità; ed alcuni rinomati autori parimenti dettero al primo Zoroastro novemila anni di antichità, ed altrettanti a' suoi Persiani. Ma la venerazione intima che nutriamo per l'ammirabile Codice Mosaico ci costringe ad abbandonare interamente una simile questione, che parrebbe in qualche modo cospirare a rendere apocrifa la Genesi, che ne forma parte, e così ammettendo soltanto per autentico ciò che trasmesso ci venne da Mosè, noi riguardiamo tutte le altre opinioni come assurde, affatto destituite di base, e di ragione.
[(2)] Vari Scrittori d'altronde accreditati, ed Erodoto fra questi (lib. 2. cap. 14.) sostengono, con qualche asseveranza, che il nome עברים Ebrei (Nghibrim) che prendono i seguaci di Abramo, il quale è il primo che dalla Scrittura venga denominato עברי (Nghibrì) Ebreo (Gen. c. 14. v. 13.) altro propriamente non sia che un alterazione del nome Ibri, o Iberi dell'Albania, e delle varie differenti nazioni che dimoravano al di là dell'Eufrate, e delle sue rispettive sorgenti fra il mare Causpio, ed il mar Nero. Io per altro, senza diffondermi ad appugnare come falsa, nè ad ammettere come probabile la presunta etimologia di simile vocabolo, mi contenterò di accennare solo di slancio, che i Commentatori Ebrei ne fissano la derivazione radicale dal verbo ebraico עבר (nghabar) che significa passare, riferendo al passaggio che fece Abramo dal fiume Eufrate partendo dalla Palestina sua patria per trasferirsi nella Mesopotamia, e di là rendersi nel paese di Canaan; ed alcuni altri ne ripetono l'etimologia da Heber figlio di Schem da cui Abramo discendeva in linea diretta.
Ma ciò che riesce presso che impossibile di conciliare coll'Istoria si è l'epoca dello stabilimento del rito della Circoncisione, mentre tutti i più sottili investigatori dell'antichità si fanno, d'accordo, a sostenere che gli Egizj, gli Etiopi, ed i Colchi, nazioni che l'istoria ci dimostra già esistenti nel secolo di Abramo, furono gl'inventori di questo Rito, Pudenda circumcidebant a principio, dice Erodoto, parlando di esse (in Euter. p. 127.). Diodoro di Sicilia è del medesimo parere (lib. 1. p. 24.) e lo stesso Filone, la cui autorità in questa parte non può essere in verun modo sospetta, sembra esso pure convenirne (Phil. de Circumcis. pag. 10.). Ed i Critici ritrovano che Geremia colloca gli Egizj alla testa di tutti i Circoncisi (Visitabo super omnem qui circumcisum habet præputium, super Ægyptum, et super Judam, et super Ædom, et super Ammon, et super Moab. Jerem. cap. 9. ver. 24. 25.). Dal che molti vogliono inferire che questa ceremonia Rituale fosse già conosciuta, e praticata sopra quasi tutta la terra, quando il Patriarca Ebreo cominciò, per Divina prescrizione, a metterla in voga fra i suoi (Gen. cap. 17. v. 11.): il P. Accosta ritrovò degl'indizj di questo Rito nel Messico, siccome ancora Pietro Martire nel Jugatan, Oviedo, Pisone, Gumilla e alcuni altri ne ritrovarono essi pure delle traccie ne' paesi i più lontani e nella più remota antichità.
Pensino i critici come loro piace, ma frattanto tutte le umane opinioni debbono per sempre tacere in faccia della Scrittura, la quale sola può determinare ogni nostro sentimento, e che può con sicurezza guidarci nell'ameno sentiero della verità.
[(3)] Quanto non si rende mai contraddittoria alla ragione, ed oltraggiante alla verità l'origine primitiva donde Tacito fa scaturire seriosamente il Popolo Ebreo? E tanto dobbiamo più sorprendercene quanto che è il rispettabile Tacito che parla (Hist. lib. V.). Essa non trae forse sorgente che dalle calunnie acerrime, che i Fenicj, gli Egizj, e varie nazioni Greche persecutrici di questo Popolo gli affibbiavano incessantemente (Jos. contr. App. 5.) Ma questo dotto Istorico, per altro, prima di avvalorare quelle favole vituperose, e impertinenti delle quali si serve per denigrarlo, avrebbe dovuto riflettere che l'origine degli ebrei poco, o nulla differire dovea da quella di tutte le altre colonie che le prime popolarono le diverse regioni della terra conosciuta (poscia divenute nazioni nel progresso de' tempi) poichè lo stato selvaggio essendo per la società umana di allora uniforme all'indole di essa, e comune ad ogni vivente, ne viene per immediata conseguenza, che il carattere intimo di tutti gli esseri umani dovea essere per sua nature indifferentemente omogeneo in ogni parte; e chiunque versato anche mediocremente nell'Istoria antica può riconoscere a sufficienza la pretta verità dimostrata di quanto sostenghiamo, e quindi rilevare ad un tempo medesimo il paradosso enorme in cui precipitano quelli che malignamente opinano in contrario.