SCENA QUINTA. Rina; Gaudenzi; Amalia.
Rina
(dalla comune, in elegante «toilette» da passeggio. — Entra ilare, gaja, contenta) — Oh, tutto è fatto!
Gaudenzi
(di cattivo umore) — Fatto... che?
Rina
Le visite di congedo... Ora, eccomi libera come l'aria!... A Santa Cecilia sono tutti entusiasti della mia risoluzione... Sgambati m'ha dato delle lettere di presentazione per Vienna e per Berlino... Le ho mostrate alle mie compagne... (ridendo) Ohe faccia hanno fatto!... È un colpo che non si aspettavano.
Gaudenzi
(severo) — Eh, aspetta a ridere alle loro spalle... perchè non sei ancora sicura di partire!
Rina
Oh, bella!... Chi me lo impedirà?
Gaudenzi
Io!
Rina
(ridendo) — Tu!... Ah, ah!
Gaudenzi
(incominciando a perdere la pazienza) — Io, sì!... Tuo padre... che ha il diritto di comandare.
Rina
(scherzosa) — E vuoi proprio cominciare oggi.... e con me... a esercitare questo diritto?
Gaudenzi
Sì, signora!.. Questo tuo desiderio romantico di girar il mondo... dando dei concerti con Oswaigiaski... non piace a tua madre... e non piace nemmeno a me... perchè è una pazzia... e devi rinunziarvi.
Rina
Rinunziarvi?... So bene che scherzi!
Gaudenzi
(in collera) — Non sono di umore da scherzare!
Rina
Lo vedo!... Mi dispiace... povero babbo... ma questo non cambierà le mie risoluzioni.
Gaudenzi
(c. s.) — Te le farò cambiare per forza!
Rina
(sorpresa; ma sempre con aria canzonatrice) — Vuoi farmi arrestare alla stazione dai carabinieri?... (ridendo). Bada!... Sarebbe un arresto arbitrario, perchè sono maggiorenne.
Gaudenzi
(con viva irritazione) — Voglio che tu smetta quel tono irriverente... e che tu parli seriamente... Hai capito?
Rina
(mutando tono e diventando seriissima) Ah!... Volete una spiegazione seria?... (con amarezza) Io cercavo di evitarla, perchè lo credevo meglio per tutti; ma, una volta che lo esigete, parliamo pure sul serio... (prende una sedia nel mezzo della scena tra Gaudenzi e Amalia). Io, dunque, non devo partire... Vojaltri volete che resti a Roma... Ma che cosa ci resterò a fare... a Roma?... Vediamo!... A continuare lo studio del pianoforte... e... fra qualche mese... prendere il diploma di professoressa... E poi?... Dar lezioni...
Gaudenzi
Sicuro!
Rina
E dove le troverò?... Ci sono oramai più maestre che scolare... e... poverette le ultime arrivate!... Sarà un miracolo se, correndo tutto il giorno, da un punto all'altro della città, raggranellerò cinquanta lire al mese.... Bell'avvenire!
Amalia
(con dolcezza) — Tu esageri!
Rina
No, non esagero!... Il babbo... lo sa!... (a Gaudenzi) Era il tuo argomento favorito quando volevi decidermi a sposare Silvio!... (Gaudenzi fa una smorfia). E me lo hai ripetuto tante volte, che, alla fine, io n'ero rimasta convinta e m'ero detto: — piuttosto che morire d'inedia a Roma, andiamo a seppellirci, provvisoriamente, nella campagna viterbese!... Mi annojerò a morte; ma avrò conquistato il benessere materiale... (a Gaudenzi) Buona tavola... e buona cucina... mi hai insegnato tu... fanno buon sangue!... A suo tempo, poi... se la noja non m'ammazza... avrò la ricchezza... la libertà... il piacere di far saltare gli scudi del vecchio Labani... e di tornare a Roma per brillare fra le antiche compagne... povere e infelici... Ma questo sogno lo avete distrutto vojaltri!
Amalia e Gaudenzi
(insieme protestando) — Noi!?
Rina
Sicuro!... (a Amalia) Tu... con la tua ingenuità... (a Gaudenzi) e tu... con quella maledetta clausola del contratto.
Gaudenzi
Ma tutto si sarebbe potuto aggiustare...
Rina
(pronta) — Se io avessi voluto?... Ti proverò che non è vero; ma, data l'ipotesi, bisognava che io fossi stata una bambola... un pezzo di legno... la più insensibile delle creature umane!... E, perdio!, ripugnerebbe anche a voi... che io fossi così... perchè sono vostro sangue!... Ma se anche avessi voluto... non avrei potuto... Sapete che cosa m'ha fatto sapere Silvio questa mattina?... Che... per alcuni giorni... doveva recarsi a Viterbo... dove suo padre lo chiamava... con l'ordine perentorio di troncare ogni relazione con me.
Gaudenzi
E lui?
Rina
E lui... doveva chinare il capo... Prometteva... s'intende... che il suo affetto... eccetera, eccetera... ma, in tanto...
Gaudenzi
Lo hai trattato così male!... Egli ti ha sempre scritto... e ha chiesto di vederti... Tu non gli hai mai risposto.
Rina
Perchè sapevo bene che avrebbe presto finito col chinare il capo!... Ah, ah!... (ride). Ma se lui... china il capo dinanzi a suo padre... non posso... non voglio... chinarlo io... dinanzi alle buone amiche... che, dopo quella rottura delle mie nozze... mi capisci!... Oh, dovessi andar non so dove... non voglio... non posso più vedermi a Roma... dove, adesso, dopo quello scandalo, non troverei più certamente un cane che mi sposasse!
Amalia
Oh, per questo!
Rina
Già... aspettando chissà fin quando!... E sposandomi a un uomo che mi sarebbe indifferente, dopo aver dato ignobilmente la caccia a cento altri!... (con crescente esaltazione). E vorreste obbligarmi a vivere in un Inferno simile... mentre... con l'arte che mi avete dato... posso andar lontano... e guadagnarmi la vita onoratamente!
Amalia
(con calore) — Onoratamente... girare il mondo con un uomo?
Rina
(esaltata) — Sì... con un uomo!... Ma sta bene attenta alle mie parole, perchè non sono più una bambina!... Con un uomo... col quale correrò soltanto i pericoli che vorrò correre!
Amalia
(con ischianto). Sia pure... ma la gente!
Rina
(con ironia) — Oh, la gente!... Credi che... se resto... mi rispetteranno di più?... E che in Roma... oggi... siano in molti pronti a metter la mano sul fuoco per la mia onestà?
Amalia
(con calore). Ma la tua coscienza...
Rina
(sempre esaltata: — con cinismo e con ironia) — La mia coscienza... me la porto in giro con me!... Mi servirà sempre... se vorrò servirmene!
Amalia
(protestando, scandalizzata) — Oh, Rina!
Gaudenzi
(intervenendo) — Sicchè... la conclusione?
Rina
La conclusione è semplice: Oswaigiaski... uno dei più illustri artisti del mondo... m'offre di fare una grande... «tournée» artistica: assume lui tutte le spese di viaggio... alberghi, eccetera... e dividerà con me gli utili dei concerti... Non rischio nulla... e ciò mi assicura due o tre anni, forse, di vita deliziosa... Vedrò le principali città d'Europa... avrò una parte degli applausi dati a lui... e tornerò, spero, con un nome celebre... e con un po' di danaro in tasca... È possibile esitare... discutere?... (a Gaudenzi). Rispondi come se si trattasse di un'altra... L'affare è buono... sì o no?
Gaudenzi
(convinto) — Non posso negarlo: è buono... Ma come possiamo lasciarti partire... così sola?
Rina
È questo soltanto che ti spiace?
Gaudenzi
(cominciando a tradire il proprio pensiero) — Ecco...
Rina
(penetrando nell'anima del padre) — Ebbene... vieni anche tu!
Gaudenzi
(fingendo grande maraviglia) — Io!?
Rina
(c. s.) — Sì... Farai da segretario della «tournée».
Gaudenzi
(c. s.) — E la mamma?
Rina
(pronta) — La mamma... andrà a stare con Ida... Si occuperà del bambino... che adora... (a Amalia). Non è vero?
Amalia
(quasi sedotta anche lei dalla proposta; ma esitante) — Se tuo padre ti accompagna...
Rina
(gaja) — Ma sì: è deciso!... (a Gaudenzi) Prepara anche tu i bauli.
Gaudenzi
(fingendo resistenza) — Non è deciso nulla!... Perchè... se anche cedessi... per farti piacere... e per evitare la cattiva impressione di vederti partir sola... che direbbe Oswaigiaski... di questo aumento di spesa?
Rina
Oswaigiaski, sinora, non s'è mostrato difficile... Del resto, lo sapremo subito.
Gaudenzi
(agitato, tra la speranza di partire e il timore di un rifiuto). In che modo?
Rina
Deve venire per fissar la partenza.... Gli farò la proposta.
Gaudenzi
(c. s.) — E se rifiuta?
Rina
Allora, non parto neppur io!
Gaudenzi
(con moto di gioja, che non riesce a frenare) — Davvero?
Rina
(sorridendo, come chi è sicura del fatto suo) — Te lo prometto.
Gaudenzi
(esultante) — Ecco come risponde una figlia di cuore!
SCENA SESTA. Naldini e detti.
Gaudenzi
(a Naldini, che entra ansioso) — E così?
Naldini
E così... non avrei mai creduto che quella mummia incartapecorita avesse tanta energia nella collera!... Quante me ne ha dette!
Gaudenzi
E la conclusione?
Naldini
Il suo ultimatum è questo: pagherà lui le spese... dirò così... di amministrazione... per diminuire il passivo di duemila lire...
Gaudenzi
(sorpreso) — Oh, davvero!?... Non lo credevo tanto splendido!
Naldini
(esitante, imbarazzato) — Ma a una condizione...
Gaudenzi
Quale?
Naldini
(c. s.) — Vuole le nostre dimissioni...
Gaudenzi
(con collera) — Cacciáti... noi... dal Comitato che abbiamo creato?!
Naldini
Dimessi... caro Commendatore... dimessi soltanto... e volontariamente.
Gaudenzi
Fa lo stesso!... È un insulto che respingo... Dimettersi oggi... dopo gli attacchi dei giornali... sarebbe lo stesso che confessarsi colpevoli... (con forza) No... no!
Naldini
(con comica allegria, perchè sa che Gaudenzi non è uomo da accettare una simile soluzione) — Dunque, il Principe si tenga le duemila lire... (per andarsene).
Gaudenzi
(subito, fermandolo) — Un momento!... Mi lasci riflettere... Capirà che con duemila lire non si scherza!
SCENA ULTIMA. Marianna e detti; poi, Oswaigiaski.
Marianna
(dalla comune, annunziando) — Il signor... il signor... (cercando il nome). Quel signore che suona il violino.
Rina
Avanti... avanti! (gaja: — tutti ridono).
Oswaigiaski
(entrando dalla comune: — solenne, ma cordiale) — Signor Commendatore... Signora... (dà loro la mano). Lieto di vedere tutta la famiglia... Ebbene, la signorina... (guardando Rina) è decisa?... Si fa questa grande «tournée»?... Quando si parte?
Rina
Tutto dipende da lei!
Oswaigiaski
Ma io ho già detto il grande piacere di dare concerti in sua compagnia... e anche stabilito le condizioni.
Rina
Ma ce n'è una... della quale non si è mai parlato.
Oswaigiaski
Dica liberamente...
Rina
Io non posso girare il mondo sola!
Oswaigiaski
Oh, capisco!... La mamma viene con lei... Questo si usa molto... Farà piacere avere la signora Amalia con noi.
Rina
No... La mamma non si muove da Roma.
Oswaigiaski
Una cameriera?... Questo... è meno piacevole... (rassegnato) Pazienza!
Rina
(sorridendo) — No... niente cameriera!
Oswaigiaski
(non capisce: — guardando, sospettoso, Naldini) — Allora...
Rina
(ridendo) — No... neppure Naldini!... Il babbo!
Gaudenzi
(non potendo frenarsi) — Io!
Oswaigiaski
(sorpreso) — Il signor Commendatore può lasciar Roma?
Rina
Sì... se lei lo prende per segretario!
Oswaigiaski
(quasi non credendo) — Oh!, il signor Commendatore... segretario?
Rina
Sì... se lei lo vuole.
Oswaigiaski
(a Gaudenzi) Questo impiego... troppo piccolo... per lei!
Gaudenzi
(enfatico) — Senza dubbio!... Sono stato artista e impresario... ma, per non lasciar partire sola mia figlia... per star vicino alla mia creatura...
Oswaigiaski
(imbarazzato) — E, poi, io ho già un segretario... (pensando).
Rina
(gaja) — Ne avrà due!... Se accetta... domani si parte.
Oswaigiaski
Domani?... (colpito da un'idea). Allora... non segretario... cioè... (con intenzione) non peso amministrazione... (a Rina, lieto della sua trovata) Impresario... Questo fa più grande réclame!... Tutta parte morale affare suo!... (tutti ridono: — Rina abbraccia Amalia e si congratula con Oswaigiaski, che è lieto e superbo della sua trovata).
Gaudenzi
(a Naldini, con piglio napoleonico, indicando la tavola). — Si metta là... e scriva... (dettando) «Il commendator Gaudenzi riprende la sua carriera trionfale d'Impresario, guidando la «tournée» artistica del celebre Oswaigiaski. Dovendo, perciò, abbandonare Roma domani stesso, ha l'onore di presentare le proprie dimissioni, in un con quelle del cavalier Naldini, da membro del Comitato, ecc... ecc.» (raggiante) Così le dimissioni non lasciano luogo a sospetti...
Naldini
(spaventato) — Per lei... ma per me?
Gaudenzi
Lei non si faccia vedere per qualche giorno... Lasci detto che è partito con me: poi, torni... col pretesto di trattare la formazione di una gran Compagnia lirica... per l'America.
Naldini
(c. s., comicamente) Ho capito: mi abbandona!... Mi lascia solo!
Gaudenzi
(con intenzione) — Solo... a Roma?... Non lo sarà mai!... Si guardi d'attorno...
Naldini
(abbassando la voce) — È vero: troverò quanti Gaudenzi voglio!
CALA LA TELA.
FINE.