B

Bacciocchi, nominato principe di Lucca da Napoleone, V, 300.

Baffi, Pasquale, suo supplizio in Napoli, V, 44.

Bagdelone, generale di Francia. Come prenda il piccolo S. Bernardo, I, 200.

Balbo, conte, ambasciatore del re di Sardegna a Parigi, e suo discorso al direttorio, II, 161. Sue astute insinuazioni al governo Francese, III, 177. Si adopera efficacemente per la rivocazione di Ginguenè, ambasciator di Francia a Torino, e l'ottiene, IV, 125. Non riconosce il governo nuovo. Sue qualità, 216.

Balland, generale comandante in Verona al momento della sollevazione dei Veronesi, III, 76.

Baraguey d'Hilliers, generale di Francia, s'impadronisce di Bergamo III, 34. Sua condotta in Venezia, III, 265 e 272. Vi pianta l'albero della libertà, 280.

Barbereschi. Danni che fanno a Genova, III, 166.

Barbetti. Loro operare sulle montagne di Nizza, I, 262.

Bard (forte di). Come osta ai Francesi, V, 128.

Bari (terra di). Si solleva contro il governo repubblicano, IV, 192.

Baroni del regno di Napoli, come trattati, IV, 185. Baroni in Sicilia contrari al ministro Medici e perchè, VI, 220. Loro atto e come trattati, 223 e 224. Loro generosità, 231.

Barras. Sue pratiche cogli agenti dei Borboni, III, 240.

Barthelemi. Ministro di Francia in Isvizzera. Suoi negoziati, I, 302.

Barzoni. Suo libro contro i Francesi, III, 277.

Basilea (pratiche per la pace di) I, 301.

Bassano, congresso di, III, 284.

Basseville, segretario della legazione di Francia a Roma, come ammazzato, I, 215.

Battaglia navale del capo di Noli, I, 258. Battaglie di San Giacomo e di Melogno, 265. Di Loano, 292. Di Montenotte, 321. Di Magliani, 327. Del Dego, 332. Di Mondovì, 341. Di Fombio e di Codogno, 363 e 365. Del ponte di Lodi, 368. Di Lonato, II, 99. Di Castiglione (prima) 101. Di Castiglione (seconda), 108. Di Roveredo, 114. Di Primolano e Bassano, 118. Di Calliano, 231. Di Caldiero, 237. D'Arcole, 246. Di Rivole, 273. Del Senio, 294. Del Tagliamento, III, 17. Della Ponteba, e di Tarvisio, 24 e 26. D'Aboukir, (navale), IV, 20. D'Ornavasso, 87. Di Verona, 231 e 235. Di Magnano, 239. Di Cassano, 246. Di Nicopoli, 288. Della Trebbia, 321, 323 e 327. Di Novi, 368. Di Savigliano, 386. Della Chiusella, V, 132. Di Casteggio, 136. Di Marengo, 140. Del Mincio, 179 e seg. Di Campotenese, 331. Di Maida, 337. Di Sacile, VI, 77. Di Giavarino, 90. Di Malo-Jaroslavetz, 245.

Battaglia, Francesco, provveditor dei Veneziani a Brescia. Sue insinuazioni a Venezia, II, 175. Come senta la rivoluzione di Bergamo, III, 41. Scrive a Buonaparte, e qual risposta ne riceva, ivi. Sua condotta nella rivoluzione di Brescia, 43. Carcerato dai novatori, ivi. Manifesto appostogli con fraude e perchè, 57. Opinione sopra di lui, ivi. Smentisce il manifesto, 58. Suoi maneggi in Venezia per cambiarvi l'antico governo, 116.

Beaulieu, generalissimo dei confederati in Italia e sue qualità, I, 305. Sue disposizioni per impedire ai Francesi l'invasione d'Italia, 319. È vinto a Montenotte, 321. A Magliani, 327. A Fombio ed a Codogno, 363 e 365. Al ponte di Lodi, 368. Mette presidio in Peschiera, fortezza dei Veneziani, II, 46. Vinto a Valeggio. Si ritira nel Tirolo, 49.

Bellegarde, generale Austriaco. Perde una battaglia al Mincio contro Brune, e si ritira, V, 182. Sua tregua con Brune, 186. Sua convenzione di Schiarino-Rizzino col vicerè, VI, 287. Entra in Milano e l'occupa in nome dell'Austria, 300.

Belmonte Pignatelli. Inviato di Napoli a Parigi, conclude la pace, II, 156.

Belmonte, di Sicilia, principe. Capo della parte dei baroni, e suoi atti, VI, 220, 224 e 228.

Benoni, frate. Sue prediche democratiche a Napoli, V, 18.

Bentink. Mandato dall'Inghilterra in Sicilia e perchè, VI, 225. Induce il re a rinunziare all'esercizio dell'autorità regia, investendone il figliuolo, 228. Constituzione, che dà per mezzo del parlamento alla Sicilia, 229. Come calma un moto del re contrario alla constituzione, 233. Suoi conforti a Murat a favor dell'independenza d'Italia, 246. Sue esortazioni agl'Italiani, 261. Suo manifesto, 280. Prende Genova, 281. Di che dia speranza ai Genovesi, 283.

Bergamaschi. Si ordinano in compagnie armate, II, 198.

Bergamo (rivoluzione in) da chi procurata, III, 36.

Berthier. Combatte valorosamente a Rivole, II, 273. Marcia contro Roma, III, 311. Se ne impadronisce, 319.

Bigot de preameneu ministro dei culti di Napoleone, sue lettere contro il papa, VI, 165 e 168.

Bisagno (sollevazione di) contro Genova, III, 168.

Bologna. Occupata dai Francesi, II, 64. Suoi comizi, 150. Buonaparte vi prepara la guerra contro il papa, 289.

Bonelli, fuoruscito corso, solleva la Corsica contro gli Inglesi, II, 133.

Borghese, principe, governatore del Piemonte. Suoi ordini circa il papa prigioniero a Savona, VI, 140 e 168.

Bossi, Carlo, membro del governo provvisorio del Piemonte. Sue qualità, IV, 218. Procura l'unione del Piemonte alla Francia, ivi.

Botton di Castellamonte, intendente generale della Savoja. Sue qualità, I, 94.

Boudet. Suo valore nella battaglia di Marengo, V, 146 e 147.

Bourdè, capitano di vascello, mandato a Corfù, e con qual missione, III, 266.

Bourges (Prammatica di) invocata dal consiglio ecclesiastico di Parigi, VI, 178.

Boyer, medico. Giustiziato in Piemonte e perchè, III, 194 e 207.

Braganza (Casa di) spodestata da Napoleone, VI, 12.

Brandalucioni, ufficiale d'Austria. Suoi eccessi nel Canavese, IV, 265.

Braschi, duca, deputato di Roma. Come parli a Napoleone, VI, 103.

Brescia (rivoluzione di) e da chi procurata, III, 42.

Brigido, colonnello d'Austria. Come contrasti ai Francesi in Arcole, II, 244.

Brueys, ammiraglio di Francia. Vinto ad Aboukir, IV, 22 e 26.

Brune, generale di Francia a Milano, IV, 67. Suoi pensieri contro il re di Sardegna, 98. Gli domanda la cittadella di Torino, 103. Suo manifesto ai sollevati Piemontesi, 110. Vince la battaglia del Mincio, e passa questo fiume, V, 179. Sua tregua con Bellegarde, 186.

Bulgari, nobile corfiotto. Dà favore ai Russi, IV, 288.

Buonaparte, Giuseppe. Ambasciatore di Francia a Roma, III, 303. Entra trionfalmente in Napoli, 330. Creatovi re da suo fratello Napoleone, 333. Re di Spagna, IV, 22.

Buonaparte, Napoleone. Surrogato a Scherer nella carica di generalissimo dei repubblicani, e perchè, I, 316. Sue qualità, ivi. Sue disposizioni per invadere l'Italia, 318. Vince a Montenotte, 321. A Maglioni, 327. Al Dego, 334. Mezzi che usa per costringere alla pace il re di Sardegna, 339. Vince a Mondovì, 341. Suoi sentimenti favorevoli per la casa di Savoja, 354. Sua prima allocuzione a' suoi soldati, 355. Inganna Beaulieu, e passa il Po a Piacenza, 360. Vince a Fombio ed a Codogno, 363 e 365. Al ponte di Lodi, 368. Entra in Milano, e come, 377. Sua seconda allocuzione ai soldati, 378. Sue minacce a Genova, II, 10. Occupa Brescia, e suo manifesto dato da questa città, 45. Minaccia il provveditor generale Foscarini, 51. Entra in Verona, 60. Occupa Bologna e quello che vi fa, 64. Occupa Ferrara, 67. Sue operazioni per opporsi a Wurmser, 95. Si sbigottisce per le mosse di Wurmser; Augereau ed i soldati il confortano, ivi e 99. Si trova in grave pericolo a Lonato, e come se ne libera, 105. Vince a Lonato, ivi. Vince a Castiglione, 108. Vince a Roveredo, 114. Seguita Wurmser per la valle della Brenta, 118. Vince a Primolano ed a Bassano, ivi. È vinto; poi vince sotto le mura di Mantova, 125. Solleva la Corsica sua patria, e la toglie agl'Inglesi, 128. Dichiara la guerra al duca di Modena e gli fa rivoltar lo stato, 148. Arriva in Modena e quel che vi fa, 152. Sue intenzioni rispetto al re di Sardegna, 158. Come giudichi dei popoli Cispadani, 211. Come risponda al congresso della Cispadana, 215. Sue querele contro i rubatori dell'esercito, 218. Si oppone ad Alvinzi e con quali forze, 228. Si ritira a Verona, 237. Combatte con infelice successo a Caldiero, 238. Sua pericolosa condizione e sinistre parole, 240. Si riscuote con mirabile artifizio, 244. Vince ad Arcole, 246. Ed a Rivole, 273. Prepara la guerra contro il papa, 289. Sue generose lodi di Wurmser, 293. Sua umanità verso gli ecclesiastici dello stato pontificio, 298. Fa la pace col papa a Tolentino, 301. Manda Monge a fare onorevole ufficio alla repubblica di S. Marino, 303. Suoi pensieri nell'ordinar una nuova guerra contro l'Austria, III, 6. Come disponga l'esercito, 8. Suo bando ai soldati, 11. Paragonato all'arciduca Carlo, 15. Passa il Tagliamento, 17. Entra vittorioso nelle metropoli della Stiria, della Carniola, e della Carintia, 29. Scrive all'arciduca, 30. Suo pericolo, 31. Conclude una tregua, poi i preliminari di pace coll'Austria, ivi. Rivolta la terraferma veneta, 33 e 62. Come risponda ai legati mandati a lui dal senato Veneziano, 45 e 101. Insidia Verona, 52. Manda Junod a fare un violento uffizio a Venezia, 62. Sue parole furibonde contro di lei, 101. Le dichiara la guerra, 103. Vuol cambiare l'antico governo di lei, con qual fine, e con quali mezzi, 104. Suo crudo parlare a Giustiniani, 113. Vuole che il gran consiglio di Venezia abolisca il patriziato e si spogli della sovranità e perchè, 120. Ottiene questo suo intento e come, 125. Suo trattato con Venezia, 130. Sue insidie contro Genova, 133. Fa una mutazione nel governo di lei, e quale, 153. Dà favore al re di Sardegna, e come, 186 e 187. Sua opinione sui Cisalpini, 185. Ordina la Cisalpina, 216. Suo ultimo vale alla Cisalpina, 237. Sue macchinazioni per arrivare alla somma potestà in Francia, 239. Manda la sua moglie a Venezia e come vi è trattata, 283. Suoi discorsi a Verona, 286. Sue lettere a Villetard segretario della legazione di Francia a Venezia, 187. Consegna Venezia agli Alemanni, 298. Accetta la condotta della spedizione di Egitto, e con quai fini, IV, 8. Parte per l'Egitto, e prende Malta, 14 e 16. Sbarca in Egitto e s'insignorisce di Alessandria, 20. Quanto desiderato in Francia dopo le rotte d'Italia, V, 73. Vi arriva e con quale allegrezza ricevuto dai popoli, 76. Distrugge il governo del direttorio, e si fa primo consolo, 77. Vedi Consolo.

Burcard, generale di Napoli, occupa Roma, V, 54.

Buronzo del Signore, arcivescovo di Torino. Sue pastorali in lode del governo repubblicano, IV, 262.

Busca, cardinale, segretario di stato a Roma. Sue lettere intercette da Buonaparte, II, 288.