ANNOTAZIONI AL CANTO SETTIMO
Stanza 3.
contro anche san Francesco, e va nel verde.
Nelle concorrenze agli uffici in Venezia s'usano tre bussoli da raccogliere i voti secreti. L'uno di questi bussoli è bianco, l'altro rosso, l'altro verde. I voti che si trovano nel bussolo verde escludono il concorrente dall'officio al quale aspira.
Stanza 30.
Una bocca facea, che somigliava le denonzie secrete e peggio ancora…
Addietro s'è detto che le denunzie secrete, fitte nel muro esternamente a' magistrati di Venezia, erano teste di mascheroni mostruosi con una bocca larga oltre misura.
Stanza 32.
svimèr, landò, carrozze, venti legni…
«Svimèr», «landò», «cucchier», «cudesime» ed altri nomi, che non si trovano nel vocabolario della Crusca, sono carrozze posteriori alla compilazione del detto vocabolario, ma carrozze in costume a' tempi nostri, introdotte dalla mollezza e dal lusso, giunte dalla Francia, dalla Germania e dall'Inghilterra in Italia.
Stanza 51.
e tremila zecchini veneziani…
L'autore della Marfisa ha protestato, nella prefazione al suo poema, di voler usare quanti anacronismi vuole per far chiara la sua allegoria, e di non curarsi di critici in questo punto. I zecchini ch'escono dalla zecca di Venezia sono di purgatissimo oro e in pregio di tutte le nazioni.
Stanza 52.
Or qui potrebbe dirmi alcun lettore che una dama alle truffe non discende. Ed io rispondo che Matteo scrittore faceva in quell'etá commedie orrende…
E fino a tutta l'ottava 54 sono censure alle commedie del Goldoni, il quale spesso metteva in iscena de' nobili titolati d'un pessimo carattere e come si legge nelle soprannotate tre ottave.
Stanza 79.
Turpino scrive che le sputacchiate…
Gli applausi, che si fanno nelle chiese di Venezia a' predicatori e alle fanciulle che cantano nei pii conservatorii musicali, quando piacciono, sono di raschiamenti universali delle trachee e un gran sputacchiare catarroso degli uditori.
Stanza 89.
Dalle commedie e da' romanzi nuovi traea gran parte de' suoi bei riflessi…
Nuovo scherzo satirico alle commedie del Goldoni e alle commedie e romanzi del Chiari, ch'erano le letture predilette di Marfisa, riformata dall'antico costume.