XIX.
Mancato il Re Dagoberto, i due amici Oveno ed Eligio, nello stesso giorno 13 Maggio 640, salirono sulle Cattedre delle Chiese, quegli di Roano, e questi di Noion. In tal guisa, da' suoi paesi Visigotici Eligio si tramutò per sempre nelle Gallie Settentrionali, ove non cessò d'edificare Tempi e Chiostri. Un ampio Monastero di Vergini costruissi dal novello Prelato in Noion: lavoro, che potè non essere di stile Romanese. Morì nel 659. Allora S. Oveno dettonne la Vita. Erasi questi partito da Roano e dal suo Maggior Tempio di Mano Gotica per predicare la vera fede Cristiana contro i Monoteliti, ed avea impreso lunghi viaggi a tale uopo. Approdò in Ispagna, ove non mancavano alcune reliquie dell'estinto Arianesimo, e dove al Re Recesvinto era succeduto Vamba. L'Arcivescovo Rotomagense fu ricevuto con grandi onori dai Goti secondo i racconti dell'Autore quasi contemporaneo d'una delle sue Vite (Unde felix opinio Gothorum terras penetravit[71]). Ivi sul Guiserga, in mezzo a' suoi gentilizj poderi di Donnia o Dogna, vicino a Valladolid, aveva Recesvindo edificato nel 661 un Tempio, ricco di marmi e d'iscrizioni, al Batista; i rimasugli del qual Tempio sussistevan tuttora nel secolo dello storico Mariana. Questi giudicolle di Gotica struttura (Vetusti operis atque adeo Gotthicae structurae immaginem repraesentans[72]).
Recesvindo, sì celebrato nelle Storie di Spagna, nacque da quel Re Cindasvindo, ch'ebbe a disdegno i Romani a lui soggetti, e con sua Legge solenne dichiarò di non dover più l'universalità de' suoi popoli esser vessata dalle Leggi Romane (Romanis legibus nolum amplius CONVEXARI[73]). Laonde non ingannossi punto il Mariana, quando gli parvero appartenere all'Architettura Gotica le rovine del Tempio di Dogna, opera del figliuolo di un Re che odiò tanto le discipline forensi de' Romani. Recesvindo adunque sarebbe stato colui, che ne' suoi privati poderi avrebbe preso a voler imitare la Romanese Architettura? Ed a calcar sotto i piedi le tradizioni de' Gotici Monasteri delle Vergini Oltredanubiane? Recesvindo non si sarebbe curato di riproporre in Dogna le Visigotiche forme delle Chiese di Santa Eulalia e di Santa Leocadia in Toledo? Chi ardisse affermar ciò, nol crederebbe in suo cuore.
Al tempo di Recesvindo fu con sua Legge abolito il divieto delle nozze fra Romani e Gentili[74]: ma i Romani perdettero l'illustre lor nome nelle Leggi e negli Atti Pubblici, e tutti gli abitatori de' Regni di Recesvindo non si chiamarono se non Visigoti. Così recossi ad effetto in parte l'antico disegno del Re Ataulfo, che avrebbe voluto chiamar Gozia l'Imperio Romano. Ciascuno di quegli abitatori sapea se Romana o Gotica fosse l'origine di sua famiglia: ma i Goti si teneano pe' veramente nobili, sebbene ignorassero l'uso del guidrigildo stabilito da Clodoveo: e però nacque la voce Hidalgo, tuttora usata ne' nostri dì, cioè la voce, che con apocope doppia vuol dire figliuolo di Goto. Ella basta per dinotare un'antica nobiltà e maggiore d'ogni altra in Ispagna. Così non aveano fatto i Re Vandali d'Affrica, i quali ne' loro Editti, riferiti da Vittore Vitense[75], chiamaronsi Re dei Vandali, e Re degli Alani ad un'ora. I Romani di Spagna e della Gallia Gotica vidersi perciò ingloriosamente incorporati ne' Visigoti, e peggio che già non erano stati dal Re Ostrogota i Borgognoni. La stessa dignità degli Ecclesiastici non diè risalti d'alcuna specie a' Clerici di sangue Romano, sì per la mancanza del guidrigildo fra' Visigoti, e si perchè appo essi la sacra Liturgia era Gotica ed Orientale, secondo i decreti dianzi accennati del Terzo Concilio di Toledo nel 589, i quali furono sempre più rifermati da' seguenti Concili e dalla diuturna possessione. In mezzo a sì grandi cure de' Visigoti per conservare la loro particolare Liturgia non Romana, e' divien sempre più agevole di conoscere se avesser coloro abbandonato il pensiero giammai della loro Architettura Gotica.
Tali erano quando Sant'Oveno giunse in Ispagna, le qualità civili della razza dominatrice de' Visigoti e della razza obbediente dei Romani. Se il Prelato Rotomagense non vide il Tempio di Recesvindo in Dogna, e' vide certamente in Toledo la Chiesa di Santa Eulalia, e l'altra di Santa Leocadia del Re Sisebuto, e forse conobbe San Fruttuoso, nato di stirpe regia: di stirpe, cioè, non Romana, e però Gotica[76], da un Duca Ispano d'alta possanza nell'esercito militante tra' Monti della Galizia e di Leone. Fruttuoso diè molte delle sue grandi ricchezze a' poveri, e con le rimanenti sollevò non piccoli stuoli dei suoi servi, a' quali egli soleva concedere la libertà. Sì fatte lodi gli si tributarono da un suo quasi contemporaneo, che ne scrisse la Vita: Valerio, Abate di San Pier in Monti nell'Asturie[77]. Andò Fruttuoso in Merida per venerare il Tempio di Santa Eulalia; costruì un gran numero di Monasteri; popolati da moltitudini di Monaci, e principalmente quello di Nono, posto nell'Isola di Cadice. Fu salutato Vescovo di Braga, ove fabbriconne un altro, nel quale di giorno e di notte, con le faci accese, lavorava egli con le sue braccia. Morì nel 670; Architetto e muratore ad un tempo, ma la sua Mano era Visigotica.
Sant'Oveno, ritornato verso il 677 in Roano, portovvi le memorie degli Edifici e de' Tempi veduti da esso in Ispagna, ma soprattutto del culto e degli affetti verso Eulalia. E però Guaningo, uomo ricco e polente tra' Franchi, edificò in onor di quella Santa un Monastero di trecensessanta Vergini, alla costruzione del quale Sant'Oveno deputò Wandregisilo, detto San Vandrillo. Non avrebbe voluto forse l'Arcivescovo di Roano imitar le Gotiche forme della Chiesa Toledana di S. Eulalia, eziandio se gli fosser mancati gli esempi della Mano Gotica di S. Pietro nella sua stessa città? Con questi domestici monumenti e con le Gotiche rimembranze di Spagna, S. Filiberto fabbricò i nobili Chiostri Gemmenticensi ossia di Jumieges, e San Vandrillo costruì gli altri di Fontanelle: operando entrambi col consiglio e sotto gli auspici di Sant'Oveno. Il quale cessò di vivere nel 684, e pose per tutto l'avvenire il suo nome al Gotico Tempio di S. Pietro.