XXXIII.
Gotica oggi suol chiamarsi da noi l'Architettura, che ama gli archi acuti, ossia l'ogive: donde i più recenti Scrittori deducono, che ella debba denominarsi ogivale, non Gotica. Ciò non toglie, bisogna sempre rammentarlo, che dall'anno 412, in cui si stabilirono i Visigoti nelle Gallie Meridionali, fino al 1042, nel quale si ricostruì Sant'Oveno di Roano dall'Abate Niccolò III, non vi fosse stata in tutto l'Occidente d'Europa l'Architettura Gotica, ovvero la Mano Gotica, o con l'ogiva o senza l'ogiva: una Mano, cioè, Oltredanubiana e differente dalla Greca e dalla Romana. Ma come può egli dimostrarsi, che l'ogiva, la quale regnò in Sant'Oveno dopo la ricostruzione del 1042, non avesse regnato ivi fin dalla prima costruzione del 534? Non è egli più ragionevole, anzi non è egli necessario il dire, che l'ogiva si mostrò in Sant'Oveno fino dal sesto secolo di Gesù Cristo? Non era forse l'ogiva nel Medio-Evo creduta sommamente utile all'elevazione Visigotica del Tempio edificato da Clotario I. in Roano? Utile all'elevazione dell'altro, che poi s'innalzò dal Re Sisebuto a Santa Leocadia in Toledo? (Mirum opus, dicea Santo Eulogio prima dell'858[171], CULMINE ALTO). Nel caso presente, per una rara eccezione, il peso di provare, che non fuvvi l'ogiva in questi due Tempj e negli altri d'una grande altezza, fatti costruire da' Pilofori e da' Re Visigoti, si trasferisce in chi nega: ed a coloro, i quali affermano, basta il ricordare l'antichità dell'arco acuto. Questo non inventassi da niuno in un dato giorno, ma nacque coll'uomo, e trovasi così nelle vetustissime Città d'Italia (tali Arpino e Palestrina) come in Ninive, in Licia, in Gerusalemme, in Egitto ed anche nell'Oasi di Libia, senza parlar della Persia e dell'India.
Chi crederebbe ora, che il Ramée, uomo dotto, ricordi la Mano Gotica[172] di Sant'Oveno e l'opinione dianzi esposta[173] del Wiltheim sulla perpetua durata dell'Architettura Gotica, senza concepire il più leggiero sospetto intorno a Santa Leocadia del settimo secolo, ed all'Architettura Oltredanubiana, diversa dalla Greca e dalla Romana, in Ispagna? Chi crederebbe, ch'e' dichiari di non aver più antiche notizie sull'Architettura di Spagna e di Portogallo se non dell'essersi nel 1221 edificata la Cattedrale di Burgos[174]? Perchè non apriva egli le Storie del Mariana, e non consultava i Documenti del Florez?
Assai più inaspettata nella bocca del Ramée s'ascolta la sua confessione, che i Duchi di Normandia, nella loro qualità di guerrieri e di Laici, non edificarono se non secondo lo stile ogivale: per la qual cosa l'ogiva ricorre così frequente in tutta la Sicilia[175]. Ogivali dunque debbono sembrar necessariamente al Ramèe le costruzioni della Santissima Trinità di Fecampo e del Monte San Michele fin dal principio, cioè fino dal decimo secolo. Se poi la qualità di Laico chiarisce l'intenzioni de' Duchi di Normandia contro la Chiesa di Roma, e contro l'arco rotondo o Romano, dunque il Laico Riccardo I. cercava di levarsi contro Roma, quando egli chiedeva tanti privilegj per la sua nuova Badìa di San Michele In periculo Maris al Pontefice Giovanni XIII! Ed a fabbricarla deputava per l'appunto i Monaci del luogo!!! Ma di queste cose già ragionai[176].