IV.

Ma un atto di Augusto, che sarà il primo anello di una lunga tradizione, un atto che avrà tangibili effetti immediati, non suole essere minimamente ricordato dagli storici dell’istruzione pubblica. Nel 23 a. C. Augusto, guarito da grave malattia, faceva conferire, dal senato, una piena immunità da ogni carico pubblico al medico orientale, che l’aveva salvato e ai suoi colleghi di professione, nè solo ai viventi, ma eziandio ai futuri[26].

Già vedemmo di un privilegio concesso ai medici in occasione della carestia del 10 di C. L’una e l’altra concessione hanno per noi un’importanza notevolissima, in quanto che esse non andavano soltanto a favorire l’esercizio materiale della professione, ma eziandio l’insegnamento medico, creatore a sua volta di nuovi professionisti. Di che, a parte la naturalezza della cosa, abbiamo la esplicita riprova in talune più tarde costituzioni degli imperatori di questo e dei due secoli successivi, nelle quali, ai medici, esentati dai carichi pubblici, si riconosce anche un ufficio insegnativo, ed essi, nella loro qualità di «magistri», vengono collocati accanto ai retori, ai grammatici ed ai filosofi[27].

Nel mondo greco ed orientale, infatti, fiorivano da secoli illustri scuole di medicina. Ne fiorivano ad Atene, a Cirene, ad Alessandria, in Asia Minore, nelle isole dell’Arcipelago, in Bodi, a Marsiglia, nella Magna Grecia, e in altri luoghi ancora[28]. Scuole private fiorivano anche in Roma, specie dopo la concessione della cittadinanza, appositamente largita da G. Cesare ai medici,[29] e quivi ognuno di essi aveva numerosi apprendisti, che egli, dietro onorario, istruiva e conduceva seco al letto dei malati[30]. E in Roma, insieme con l’insegnamento privato, i più famosi medici davano, in luoghi pubblici, conferenze, esperimenti, e si esponevano anche a discussioni, venendo con questa loro attività a costituire un vero e vivo focolare di istruzione medica[31].

A tutti costoro Augusto largiva la esenzione dagli oneri pubblici, e non soltanto alle loro persone, ma anche a quelle dei successori.[32] Si beneficava così, per la prima volta, tutto un genere di insegnamento professionale, ai cui seguaci, pel fatto solo di scegliere una determinata professione, che esentava da numerosi carichi, si veniva a concedere un utile materiale quotidiano[33]. Gli effetti della liberalità di Augusto li rileveremo tra qualche secolo. Il numero degli esercenti la medicina si sarà allora così moltiplicato da imporre una qualche restrizione delle godute liberalità.

Quali fossero intanto gli oneri, da cui i medici, sia nella loro qualità di esercenti che d’insegnanti, venivano, pel momento e per l’avvenire, esentati, noi specificheremo più innanzi, là dove la concessione largita diventerà comune ad altre categorie di «magistri», ed avrà assunto, progredendo, tratti più decisi.