a. 1239
L'anno 1239 l'Imperatore Federico fu scomunicato da Gregorio IX; i Francesi oltremare furono sconfitti; fu deposto frate Elia ministro Generale dell'Ordine dei Minori, e gli fu sostituito frate Alberto da Pisa; vi fu eclisse di sole con orribile e terribile oscurità, tanto che si videro le stelle; ed io stesso frate Salimbene da Parma, che era a Lucca di Toscana, lo vidi co' miei occhi. E già da un'anno io era nell'Ordine de' frati Minori, e più quel tanto di tempo che corre dalla festa della Purificazione, sino al giorno in cui si vide l'eclisse il venerdì tre giugno, a nove ore antimeridiane; e pareva notte scura, e uomini e donne ebbero grande spavento; e quà e là, come pazzi, correvano percossi da affanno e da paura. E il gran timore ne fece correr molti a confessarsi, e far penitenza de' loro peccati; e molti si rappacificarono che erano tra loro in discordia. E Manfredo Cornazzani Parmigiano, allora Podestà di Lucca, presa in mano una croce, andava processionalmente per la città co' frati Minori ed altri religiosi regolari e secolari; ed il Podestà stesso predicava intorno alla passione di Cristo, e rimetteva in concordia i nemici. Questa cosa ho veduto io testimonio presente. E mio fratello, frate Guido di Adamo, e frate Fasso anch'esso di Parma, erano là con me. E Domafolo di Miano[61] e Giacomo di Maluso, cugino di mia madre, erano avvocati, ossia assessori del predetto Manfredo Podestà di Lucca. Questo Manfredo e donna Auda moglie sua e sorella di Bartolo Tavernieri erano i principali benefattori dell'Ordine de' Minori. Queste beneficenze le ho vedute io co' miei proprii occhi nel convento de' frati Minori di Medesano[62], nel qual castello erano altri nobili cavalieri e nobili donne che facevano di molto bene ai frati Minori. E Iddio ne li rimeriti colla retribuzione dei giusti. Nello stesso anno l'Imperatore Federico coi Parmigiani e i Modenesi e con mille fanti e duecento cavalieri Reggiani ne' mesi di Luglio, Agosto, Settembre tenne in assedio Piumazzo e Crevalcore[63], ambidue castelli dei Bolognesi; ed ambidue furono smantellati: onde i giocatori degli scacchi derivarono il proverbio; scacco per Vignola aven[64] Plumazo. E nello stesso anno mentre l'Imperatore stava assediando Piumazzo e Crevalcore coi Parmigiani e Modenesi e Reggiani, arrivarono i Bolognesi e incendiarono borgo S. Pietro[65] fuori porta della città di Modena, e misero a fuoco anche quanto trovarono tra il detto borgo e la città. Lo stesso anno i Bolognesi furono sconfitti presso Vignola[66] dai Parmigiani e dai Modenesi, che ne uccisero molti e li sommersero nel fiume, e molti ne fecero prigionieri. Vi fu anche ribellione di alcuni Principi e Baroni nella Marca Trivigiana, principale de' quali fu Azzone Marchese d'Este con tutti quelli di parte sua e con quei di Treviso.