a. 1243
L'anno 1243, sul finir di Giugno, il dì di S. Pietro, fu eletto Papa Innocenzo IV, Lombardo, dei conti di Lavagna[68] nella diocesi di Genova. E governò la Chiesa 11 anni, 5 mesi e 10 giorni. Questi era stato canonico di Parma, e causa dello smantellamento di questa città. Per poter adunare un concilio fuggì a Lione, nobile città della Francia, nella Borgogna, sul Rodano, ove stette molti anni, cioè sino alla morte di Federico, e vi era andato l'anno 1244. Questi a suo tempo stipulò un gran trattato con Federico per ricondurre le cose a pace, e in pendenza della contumacia dell'Imperatore contro la Chiesa, coll'aiuto de' Genovesi andò in Francia; e celebrando un concilio a Lione condannò Federico come nemico della Chiesa, e lo depose dall'Impero, e procurò che fosse eletto re d'Allemagna il Langravio della Turingia; dopo la cui morte fu eletto Guglielmo d'Olanda. Questo Papa canonizzò a Lione S. Emondo confessore. Arcivescovo di Cantorbery. Canonizzò anche a Perugia il beato Pietro[69] dell'Ordine de' frati Predicatori, Veronese, ucciso dagli eretici tra Como e Milano pel suo predicare contro di loro. Canonizzò eziandio in Assisi nella chiesa del beato Francesco, S. Stanislao vescovo di Cracovia, fatto uccidere dall'iniquo Principe (Federico?). Innocenzo, morto l'Imperatore Federico, entrò in Puglia con un grande esercito, e poco dopo morì a Napoli, ove ebbe sepoltura. E queste cose sono dette qui per anticipazione. A questi tempi fiorì venerabile per vita e per scienza il Cardinale Ugo, frate dell'Ordine de' Predicatori, che, dottore in teologia, con dottrina sana e lucidissima commentò tutta la Bibbia. Fu primo autore delle Concordanze bibliche. Ma in seguito furono fatte concordanze migliori. Papa Innocenzo lo creò Cardinal prete di santa Sabina; nella quale dignità si comportò lodevolmente sino alla morte. Così nel sunnotato millesimo, alla corte dell'Imperatore Federico, morì Nicolò vescovo di Peggio, a Melfi[70] in Puglia, ove fu anche sepolto. Nello stesso anno, e contemporaneamente, furono eletti vescovi di Reggio Guizzolo degli Albiconi, Prevosto di S. Prospero di Castello, e Guglielmo Fogliani. Perciò nel mese di Settembre vi fu gran contesa tra gli Albiconi, i Fogliani e il Podestà. Ma fu poi confermato vescovo di Reggio Guglielmo Fogliani, perchè era parente del Papa Innocenzo IV, che allora reggeva la Chiesa romana. Così pure il prenominato Papa spogliò del vescovado di Parma Bernardo Vizio Scotti, che era de' frati del Martorano, e che già lo possedeva come datogli da Gregorio di Montelungo Legato in Lombardia, per darlo ad Alberto Sanvitali, suo nipote di sorella. E Re Enzo figlio dell'Imperatore Federico occupò il palazzo del vescovo di Reggio, e, in odio del Papa e del partito ostile non lasciò che il sunnominato Guglielmo vi abitasse.