a. 1244
L'anno 1244 morì frate Aimone Inglese, ministro Generale dell'Ordine de' frati Minori, e gli succedette frate Crescenzio della Marca d'Ancona, già molto vecchio. Questi ordinò a frate Tomaso di Cellano (che fu il primo a scrivere la vita del beato Francesco) che la scrivesse di nuovo perchè in quella prima erano state ommesse molte cose. E fece un bellissimo libro dei miracoli e della vita del santo intitolato: Memoriale del beato Francesco in mancanza della sua persona: sul quale ne compilò poscia uno eccellente il ministro Generale frate Bonaventura. E pure vi sono ancora molte cose, che non sono notate; perchè il Signore tutti i giorni, e in tutte le parti del mondo, non cessa di operare grandi miracoli per mezzo del suo servo Francesco. Questi fu invitato al concilio, che si tenne per la detronizzazione di Federico, da Papa Innocenzo IV con lettera particolare, ch'io ho veduta; ma egli se ne scusò per la sua vecchiezza; e in sua vece mandò frate Giovanni da Parma, uomo santo e letterato; e che gli successe poi nel governo dell'Ordine. In quest'anno furono inviate da Roberto Patriarca di Gerusalemme a tutta la cristianità lettere, che portavano gravissime notizie, ed erano di questo tenore: Io Roberto Patriarca, sebbene indegno, di Gerusalemme, notifico a tutti quelli che sono inscritti nell'albo de' cristiani che nell'anno del Signore 1244 ai 17 di Ottobre, cioè la vigilia di S. Luca Evangelista si fecero quì da noi, cioè in Terra Santa, molti massacri e molte tradigioni. Un primo massacro avvenne in Agosto, quando Gerusalemme fu distrutta dai Colisimini. Un secondo, la vigilia di Santa Lucia, nella pianura di Gadar, cioè sabbia bianca, ove furono trucidati 312 frati militanti, e 324 difensori delle torri. Del convento di S. Giovanni furono massacrati 325 frati militanti e 200 guardie delle torri. Del convento degli Alemanni sopravissero alla strage soli tre frati; gli altri, ed erano 400, furono passati a fil di spada. Dell'ospizio di S. Lazzaro furono uccisi tutti i militi lebbrosi. Caifasso fu ucciso con tutta la sua gente. Il conte Gualterio di Giaffa restò prigioniero, e di tutti i suoi uomini fu fatta strage. I militi del Principe d'Antiochia, ch'erano 300, incontrarono la stessa sorte. Quelli del Re di Cipro, 300 anch'essi, uccisi. L'Arcivescovo di Tiro con tutti i suoi fu vittima. Parimenti il vescovo di Rama. Inoltre, e questo è più desolante, 16000 Francesi versarono il loro sangue per la fede di Cristo, e così tanto numero di crociati d'altre nazioni da non potersi contare. Ed è da notare che il Soldano di Damasco, e il Soldano di Camele, e un grande de' Saraceni, che si chiama Nas, e tutta la milizia del Signore di Allap, che avevano giurato a noi fedeltà, ed erano più che 25000 Saraceni, sul finire del combattimento ci tradirono, e i loro nomi saranno maledetti ne' secoli de' secoli; e così sia.