a. 1272

L'anno 1272, indizione 15ª, fu creato Papa Gregorio X, che prima si chiamava Tedaldo Visconti di Piacenza. E per discordia de' Cardinali la cristianità era stata senza Papa tre anni, nove mesi e ventun giorni. E lo stesso anno, ai 14 di Marzo, lunedì, morì Enzo figlio del fu Federico Imperatore, che era nelle carceri di Bologna; ed ebbe sepoltura nel convento de' frati Predicatori; e il Comune di Bologna lo fece imbalsamare, e tutta la città gli rese solenni onori funebri alla sepoltura. Considera ora le opere di Dio. Questo Re Enzo fu figlio illeggittimo dell'Imperatore Federico; eppure ebbe tanti onori in morte sulla sua tomba. Chè per lui fu un onore morire ed esser sepolto in Bologna; essere dai Bolognesi stato fatto imbalsamare; essere ricevuto nel convento loro dai frati Predicatori, ed ivi essere messo a dormire l'eterno sonno con S. Domenico. Mentre Corrado, figlio legittimo dello stesso Imperatore, mancò di questi onori non solo, ma quando si trasportava a Palermo, ove sono le tombe dei Redi Sicilia, dai Messinesi ne furono gettate le ossa nel mar di Messina, e buttato pasto ai pesci....... perchè aveva fatto danno e sfregio ai Messinesi, come aveva fatto il padre di lui.... Nel medesimo anno, nel suddetto mese di Marzo, morì il Cardinale Ottaviano; e i frati Minori di Reggio comprarono alcune case presso al loro convento, e il Comune incaricò periti stimatori, che calcolassero il valore di prezzo di quelle case da comprarsi in buona fede, e il Consiglio tutto concordò. E così ampliarono il loro convento e aprirono una strada nuova che s'allineava direttamente colla casa di Arduino de' Tacoli, che va alla chiesa di S. Giacomo, dove abitano i frati dell'Ordine di Pietro peccatore di S. Maria in Porto di Ravenna; del qual Ordine è Santa Fenicola di Parma. E nello stesso anno, in Aprile, i Bolognesi co' loro amici s'accordarono e tennero un Consiglio generale, ed un Consiglio de' popolani, ed arringarono e statuirono di voler andare a oste col loro carroccio sulla diocesi di Modena, per torre al Comune e alla città di Modena tutta quella parte di diocesi che avevano alla destra del Panaro. Ed i Bolognesi fecero incidere a lettere su d'una pietra, che il Comune di Bologna era deliberato di andare a quella impresa. E la pietra fu murata nel palazzo del Comune di Bologna, sicchè il Podestà e il Capitano del popolo di Bologna, quando erano in palazzo, la avevano sott'occhi ogni giorno. E i Bolognesi quotidianamente premevano il detto Podestà e Capitano ad armare a tal fine l'esercito, avendo il Comune deliberato in proposito, e avendo il Podestà e il Capitano giurato di eseguire la deliberazione. Inoltre i Bolognesi inviarono ai Parmigiani alcuni loro ambasciatori, i quali nel palazzo del Comune di Parma perorarono domandando e pregando da parte dei loro concittadini, che ai Parmigiani piacesse di non immischiarsi nelle vertenze del territorio Modenese posto tra la Secchia e Bologna; come essi non s'intrometterebbero in quanto accadesse tra la Secchia e Parma; che era quanto dire: Prendetevi la signoria della città e diocesi di Reggio sino alla Secchia, che noi faremo altrettanto della città e diocesi di Modena sino alla Secchia stessa. E fu risposto che non era uso de' Parmigiani far danno ai loro vicini quando non avevano colpa. E li rimandarono inesauditi, nè vollero prestare il loro assenso alle proposte de' Bolognesi, e mantennero sino ad oggi pace e amicizia co' loro vicini Reggiani e Modenesi. Nè la città e Comune di Modena volle cedere ai Bolognesi quella parte di diocesi e territorio, che era sulla destra del Panaro, anzi cercarono di aiuto i loro amici per difendersi contro i Bolognesi. E in aiuto dei Modenesi accorsero da Cremona cento cavalieri con tre cavalli ciascuno, da Parma due mila uomini di fanteria e mille di cavalleria. Accorse pure il Marchese d'Este da Ferrara, e dalla città di Reggio molta cavalleria, oltre i maggiorenti e più potenti e più nobili della città, non a spese del Comune, ma per conto ed onore proprio. E i Bolognesi trassero fuori e condussero nella piazza del Comune di Bologna il loro carroccio; ma quando giunse il momento pe' Bolognesi di formare il loro esercito, la fazione di quelli dei Geremei di Bologna non volle prendere l'armi contro i Modenesi, e stavano anzi pronti ed in armi alle loro case; e se gli altri Bolognesi si fossero mossi contro i Modenesi, la fazione di quei de' Geremei aveva progetti e accordi di far entrare in Bologna il Marchese d'Este con tutta sua gente, e i Parmigiani, i Cremonesi, i Reggiani e i Modenesi, che erano in Modena, e molti Toscani e Romagnoli, ed espellere da Bologna tutti quelli del partito de' Lambertazzi. Quindi i Bolognesi si ristettero dall'andare sopra Modena. Lo stesso anno, all'ultimo di Maggio, uscì di vita Gerardo da Tripoli, e fu sepolto il 1º di Giugno, mercoledì, vigilia dell'Ascensione, nel monastero di S. Prospero di Reggio. E durante la Podesteria del predetto Podestà, cioè Triverio dei Rustici, cittadino di Gubbio[22], si ebbe gran carestia d'ogni sorta di vettovaglie, tale che uno staio di frumento costava 8, 9, 10 soldi imperiali; uno staio di spelta si vendeva quattro soldi imperiali, e 13 e 14 grossi; uno staio di melica 12, 13, 15, 16 grossi; uno staio di fava 15, 18, 20 grossi; uno di ceci 8, 9 soldi imperiali; una libbra grossa di carne di maiale 18, 20, 22 imperiali; una libbra d'olio d'ulivo, 22 soldi imperiali; e un peso di cacio 8, 9 soldi imperiali; uno staio di fagiuoli, 20 grossi, e 7 soldi imperiali. E d'ogni altra specie di vettovaglie, per tutto il detto tempo, vi fu massima penuria; e durò due anni. Nello stesso millesimo, in Luglio, Guglielmo Luigini fu nominato Abbate del monastero di S. Prospero di Reggio, confermato dal Legato, che era a Piacenza, ed insediato nell'ufficio ai 13 di Luglio, mercoledì. E per quel giorno il detto Abbate fece imbandire un sontuoso banchetto, a cui furono invitati i Chierici, i Religiosi e i migliori cittadini di Reggio. E nel 30 Luglio, sabato, morì Bonifazio di Canossa, e fu sepolto in S. Leonardo della città di Reggio. Ai venti di Maggio dello stesso anno, arrivò a Reggio Odoardo Re d'Inghilterra, che era di ritorno colla moglie da' paesi d'oltremare, e fu ospitato nel palazzo del Vescovo; e, il giorno appresso, si rimise in viaggio alla volta del suo paese. Lo stesso anno cominciò la fabbrica del palazzo nuovo del Comune di Reggio, sul trivio di quei di Sesso e di altre casamenta, che erano di Ugo Speciale, e d'altre casamenta ancora prospettanti sullo stesso trivio; e morì nell'anno stesso Guido Gaio de' Roberti, che fu sepolto nella chiesa dei frati Minori.