LXIX. — DIALOGO FRA IL CERVELLO E LO SPIRITO, CHE IN ESSO ABITAVA.

Il quale spirito ritrova il cerebro, donde partito s’era; con alta voce, con tali parole mosse:

— O felice, o avventurato spirito, donde partisti! io ho questo uomo, a male mio grado, ben conosciuto. Questo è riccetto di villania, questo è proprio ammunizione [cumulo, somma] di somma ingratitudine, in compagnia di tutti i vizi.

Ma che vo io con parole indarno affaticandomi? La somma de’ peccati solo in lui trovati sono. E, se alcuno infra loro si trova, che alcuna bontà possegga, non altrimenti, come che me, dalli altri uomini trattati sono; e in effetto io ho questa conclusione, ch’è male s’elli sono nimici, e peggio s’elli son amici.