VII. — DEL MODO DEL FIGURARE UNA NOTTE.
Quella cosa ch’è privata interamente di luce è tutta tenebre. Essendo la notte in simile condizione, e tu vi vogli figurare una storia, farai che, sendovi ’l grande foco, che quella cosa ch’è più propinqua di detto foco più si tinga nel suo colore, perchè quella cosa ch’è più vicina all’obbietto, più partecipa della sua natura. E facendo il foco pendere in colore rosso, farai tutte le cose alluminate da quello ancora loro rosseggiare e quelle che sono più lontane a detto foco più sien tinte del colore nero della notte. Le figure, che sono fra te e ’l foco, appariscano scure nella oscurità della notte e non della chiarezza del foco, e quelle che si trovano dai lati sieno mezze oscure e mezze rosseggianti, e quelle che si possono vedere dopo i termini delle fiamme saranno tutte alluminate di rosseggiante lume in campo nero.
In quanto alli atti, farai quelli che li sono presso, farsi scudo colle mani e con mantegli, a riparo del superchio calore, e, torto col volto in contraria parte, mostrare fuggire da quelli più lontani; farai gran parte di loro farsi colle mani riparo alli occhi offesi da superchio splendore.