XLIX. — SEGUE LA LAUDE.

E le ragioni della sua grandezza e virtù le riservo nel quarto libro. Ma ben mi meraviglio, che Socrate biasimassi questo tal corpo, e che dicessi quello essere a similitudine di pietra infocata; e certo chi lo punì di tal errore poco peccò.

Ma io vorrei avere vocaboli, che mi servissino a biasimare quelli, che voglion laudare più lo adorare gli omini, che tal sole, non vedendo nell’universo corpo di maggiore magnitudine e virtù di quello. E ’l suo lume allumina tutti li corpi celesti, che per l’universo si compartono. Tutte l’anime discendan da lui, perchè il caldo, ch’è nelli animali vivi, vien dall’anime, e nessuno altro caldo, nè lume è nell’universo, come mostrerò nel quarto libro. — E certo costoro, che han voluto adorare li omini per Iddii come Giove, Saturno, Marte e simili han fatto grandissimo errore, vedendo, che, ancora che l’omo fossi grande quanto il nostro mondo, che parrebbe simile a una minima stella, la qual pare un punto nell’universo; e ancora vedendo essi omini mortali e putridi e corruttibili nelle loro sepolture.

La Spera e Marullo laudan con molti altri esso sole.[137]