III.

—Perchè non la tengon chiusa?—domandava l'ufficiale quella sera stessa al dottore, entrando con lui nel caffè dei signori, dopo avergli detto quel che gli era accaduto la mattina.

—E dove vuol che la chiudano? Nell'ospedale c'è stata più d'un anno, e ce l'ha mantenuta il Municipio a proprie spese; ma poi, visto che gli era tempo perso e denaro sprecato, l'han fatta ricondurre a casa. C'era poco o punto da sperare; son stati i primi a dirlo i medici di là. Qui almeno è libera come l'aria, poveretta; e si può ben concederglielo, perchè, dai militari all'infuori, non dà noia a nessuno.

—E perchè ai militari?

—Mah! è una storia un po' incerta, vede. Ognuno la dice a modo suo, specialmente nel volgo, a cui la verità schietta e netta non basta, e ci vuol aggiungere del proprio. Però il fatto più probabile, confermato anche dai pochi signori del paese, sarebbe questo. Tre anni fa, un ufficiale ch'era qui comandante di distaccamento come lo è lei adesso, un bellissimo giovane, che suonava la chitarra da maestro e cantava come un angelo, s'innamorò di questa ragazza, che era allora ed è ancora adesso la più bella del paese....

—Lo credo.

—E la ragazza, naturalmente, un po' per la sua bella voce, chè qui del canto e della musica vanno matti; un po' per effetto del suo prestigio di comandante supremo di tutte le forze militari dell'isola, e massimamente perchè era un bel giovanotto, s'innamorò di lui. Ma e come! Uno di quegli innamoramenti di qui, lei mi capisce; ardori che, in confronto, la lava dei vulcani non c'è per nulla; gelosie, spasimi, furori, cose da tragedia. Della famiglia le restava soltanto la madre, una povera donna che non vedeva che pe' suoi occhi e si lasciava comandare a bacchetta; dunque si figuri che libertà.... E in paese si mormorava; ma i fatti pare che abbiano provata la falsità dei sospetti, naturalissimi, a cui dava luogo la condotta della ragazza; tanto che adesso tutti credono e affermano che non ci sia stato nulla di male.... È strano, per verità; anzi poco credibile, perchè si dice che stessero assieme mezza la giornata. Ma sa, se ne danno di questi caratteri, specialmente in questi paesi; pochi, ma se ne danno; ragazze ardentissime e liberissime che son tutto il giorno tra i piedi all'innamorato, e che pare non abbiano mai saputo dove stia di casa la modestia, austere, invece, tenaci, inespugnabili come vestali. Basta; il fatto certo si è che l'ufficiale le avea promesso di sposarla, ed essa gli aveva creduto ed era andata a un pelo dal perdere la bussola dalla contentezza. Davvero, sa; si dice che vi furono dei giorni in cui si temeva sul serio che il suo cervello ne patisse. E io lo credo. Chi può sapere sino a che punto arrivi l'amore nelle donne di quella tempra? Un giorno, se non le levavan dalle mani una ragazza di cui s'era ingelosita per non so che motivo, o la finiva o la conciava male. Proprio qui dirimpetto al caffè l'aveva agguantata, in presenza di tutti, e fu una scena seria. E non è stata la sola. Non c'era più modo che una donna, passando dinanzi alla casa del suo ufficiale, alzasse gli occhi alle finestre, o si volgesse indietro a guardarlo incontrandolo per via, senza ch'essa minacciasse di fare qualche sproposito. Insomma, giunse il giorno del cambio del distaccamento; l'ufficiale promise che sarebbe tornato dopo un par di mesi, la ragazza lo credette, ed egli se n'andò e non fu più visto. La poveretta ammalò. Forse, risanando e perdendo a poco a poco quel barlume di speranza che le restava, sarebbe riuscita a dimenticare; ma prima ancora che si riavesse dalla malattia, seppe, non so come, che il suo amante s'era ammogliato. Il colpo giunse inatteso e fu terribile. Impazzò. Ecco la storia.

—E poi?

—Poi, come le dissi, fu mandata all'ospedale in Sicilia; poi ritornò, ed ora gli è più d'un anno che è qui.—

In quel punto un soldato si affacciò alla porta del caffè e cercò del dottore.

—Le dirò il resto più tardi; a rivederla.—Ciò detto, disparve. L'ufficiale, alzandosi per salutarlo, urtò forte colla sciabola nel tavolino. In quel punto s'udì una voce dalla piazza che gridava:—L'ho sentito, l'ho sentito! È là dentro!—E nello stesso tempo apparve la pazza sul limitare della porta.

—Mandatela via!—gridò l'ufficiale levandosi vivamente in piedi, come se fosse stato spinto in su da una molla; la ragazza fu fatta andar via.

—Andrò ad aspettarlo a casa!—la si sentiva dire allontanandosi;—andrò ad aspettarlo a casa, il mio ufficialino!—

Tra i pochi avventori là presenti vi fu un tale che, notando quel suo atto così impetuoso e quella sua faccia così mutata, disse nell'orecchio al vicino:—Che abbia avuto paura il signor tenente?—