SCENA NONA. Elena sola.

Elena. (Rientra ansante, si lascia andar sul sofà, esausta di forze. Dopo un istante, si scuote come svegliandosi, tende l’orecchio atterrita).

Rumori confusi di fuori: voci che si vengono avvicinando rapidamente.

— È là, è là, è là!

— Cos’è stato?

— È qui; venite qui!

— Chi è? cos’ha?

— Misericordia!

— Lumi, lumi, lumi...

— Una donna!

Una Voce. (più chiara e più forte) Ha la faccia bruciata!

Elena. (Balzando in piedi) I figli! I figli!... Voglio i miei figli!

Cala la tela.