SCENA NONA. La Torretta, Di Pranero, Carlo, Vittorio, San Vito, il Chirurgo maggiore, il Sergente, i Soldati.
Vitt. (accostandosi rapido). Ah Carlo, amico mio!...
Carlo (con un sorriso spasmodico). In che stato, eh?
La Tor. Sarà niente, vedrai.
Carlo (subitamente irritato, agitandosi come per sciogliersi dal mantello). Niente? Con una piaga così? Guarda!... Sarai sempre uno sventato!
Vitt. Calmati, via. Vedi, qui c’è il nostro chirurgo.
Carlo. Grazie.
Chirurgo. Mio dovere. Dunque, mi dica: cos’abbiamo buscato?
La Tor. Un po’ di piombo nella gamba sinistra.
Chirurgo (si abbassa ed esamina con molta attenzione).
Carlo (con voce fioca). Non ho sentito niente. Volli guardare chi aveva tirato e mi trovai in terra.
Chirurgo. L’osso è rotto, spezzato. Già qui abbiamo un piede un po’ malconcio.
Carlo (fissandolo). Oh dica, dica pure.
Chirurgo. Bene. Lei non si oppone a che io... a quel ch’io dovrò fare?
Carlo. No... Ma è finita.
Vitt. Non devi creder questo!
Carlo. Se lo sento! Se lo so!
Chirurgo. Si calmi (esitando). La gamba già... temo assai di non poterla salvare. Voglio dire che bisognerà aver pazienza.
Carlo (interrompendolo). Parli chiaro. Cosa importa oramai!
Chirurgo. Dobbiamo deciderci...
Carlo (interrompendolo ancora). Son deciso, son pronto a tutto. Ma sarà inutile. Sono un uomo morto io (dopo una pausa, cambiando tono). Bermond, ho bisogno di te. Lasciatemi... lasciatemi tutti vi prego.
(Escono tutti, meno Vittorio).