SCENA QUATTORDICESIMA. Clara, l’uffiziale, il sergente.
Sergente (sull’attenti, parla sottovoce animatamente all’uffiziale).
Uff. (gli dà prestamente alcuni ordini).
Sergente (via frettoloso).
Clara (li avrà osservati, frenando la sua inquietudine).
Uff. (brusco). Dov’è tuo marito?
Clara. Sono vedova.
Uff. Meglio per te. Tiriamo via. Nella tua scuderia si è scoperto un animale sospetto: il cavallo dell’uomo che comandava gl’insorti stanotte. Tu comprendi come sia grande il mio desiderio di vederne il padrone... Non hai niente da dire? No? Si capisce. Cercheremo. (Guarda intorno, poi s’incammina verso l’uscio di sinistra).
Clara (balza in piedi come per contrastargli il passo, ad un tratto si ravvede e va ella stessa ad aprire). Volete entrare qui? Ecco fatto: servitevi.
Uff. (fermandosi). Un momento... (porge l’orecchio). Che, se non m’inganno, la lepre è scovata! (Si volge come aspettando verso l’uscio di destra).