SCENA SESTA. Elena, Roberto.
Elena. (Andando diritto a Roberto) Tu non pensi ai tuoi figli; tu non ti occupi del loro avvenire.
Rob. Elena, fammi il piacere...
Elena. (Calmandosi e cambiando tono) Sì, sì, basta. Dimmi solamente una cosa: vuoi sempre bene ai bambini?
Rob. (Lasciando il giornale) Bella domanda!
Elena. Dunque sii buono con loro.
Rob. Non credo d’essere stato cattivo.
Elena. Sì, ieri.
Rob. Oh!
Elena. Ieri sera, a tavola, t’ho visto far certi occhi a Camillo! E poi hai alzata la mano; se non facevo presto!... Oh! a un piccolino così, a tuo figlio!
Rob. Ma è anche troppo sbadato!
Elena. Sì, ma la mancanza era così leggiera... (Dopo una pausa, facendosi coraggio) La saliera rovesciata non era che un pretesto... La tua collera aveva un’altra ragione...
Rob. Non so cosa tu voglia dire.
Elena. Camillo era uscito con te; tornati a casa, parlando delle persone incontrate, ha detto un nome: è per questo che tu...
Rob. Se badi alle sciocchezze dei bambini...
Elena. Io non sono una bambina, eppure... (Con gran dolcezza) No, no, no, no, non voglio farti una scena. I rimproveri sono inutili; se mi vuoi ancor bene, nulla è perduto, ma se invece...
Rob. (Imbarazzato) Ma insomma...
Elena. Vieni qui, vieni qui... Ti nascondi così poco, così male. Tutti ti vedono a salutar Delfina dalla nostra terrazza, a seguirla, a parlarle, a passeggiar delle ore davanti al negozio...
Rob. Ho capito: ti hanno avvertita, o ti hanno scritto. Vi sono di quelli che se li pigliano questi gusti. (Minaccioso) Ma fa ch’io scopra chi è...
Elena. Ma se sono io che vedo! Sono io che so!
Rob. Spero non vorrai credere...
Elena. Lasciami dire. Ti ho visto, l’ultima volta che colei è venuta a portarmi un abito, aggirarti intorno, e palpar la stoffa, e mostrar d’interessarti per trovar le sue mani e consegnarle un biglietto. — Oggi, non hai voluto condurci in campagna per non star una giornata intera lontano. Anticipiamo il pranzo di un’ora, perchè tu possa trovarti agli appuntamenti che vi date qui, dietro il giardino. Insomma, tu non pensi che a lei, non vivi che per lei. La sua influenza è penetrata in casa e si estende su tutto. Hai cambiato umore, abitudini, carattere. Sei suo, sei suo, sei suo!
Rob. Eh! tu esageri, tu sei matta! Non sai più cosa diavolo inventare! Bisogna sapersi calmare, riflettere... e non badare a tutte le mosche che passano. Nelle città come questa, in tre giorni, un moscherino diventa uno struzzo... Guarda, non mi giustifico perchè so quanto son leggieri i miei torti. Abbi pazienza, siamo ancora tutti un po’ sottosopra; passerà... (Attirandola a sè). Torneranno i bei giorni; bisogna bene che tornino, per te, per me, per tutti.
Elena. Ah Roberto!
Rob. (Affettuoso) Vedi come ti parlo!
Elena. Sì. (Con abbandono) Anch’io non sono più come una volta, lo so. Ho sofferto... e soffro. Ma non staccarti, vedrai; chi sa, forse potrò tornar bella; ti amo tanto! Puoi tu farmi un rimprovero come moglie, come madre?
Rob. No; ma non pensar più.
Elena. (Col capo sopra la sua spalla) Non penserò più, non penserò più... (chiude gli occhi).
Rob. (Dopo un momento la bacia sui capelli e fa per andare).
Elena. (Scuotendosi bruscamente) Vai?
Rob. Non vuoi?
Elena. (Con passione) No, non ancora. Ti annoia restar solo con me? Andiamo a raggiunger la mamma, i bambini. È tanto tempo che non siamo più usciti tutti insieme.
Rob. Andiamo... (Guardandola) Tu però sei stanca?
Elena. (Sorridendo mestamente) Prenderò il tuo braccio, mi farò portare... come una volta, quando eri tu che volevi.
Rob. Si vede che hai pianto, si capirà che c’è stato qualcosa, e che usciamo a braccetto dopo aver fatta la pace...
Elena. Cosa importa!
Rob. Sai che mi secca il ridicolo. Aspettiamo.
Elena. Come vuoi (Va lentamente all’uscio di sinistra).
Rob. (Prende sbadatamente il cappello e se lo mette).
Elena. (Si volta e lo guarda fissamente).
Rob. (imbarazzato) Starei qui a finire il giornale, ma penso che devo scrivere a Rostagno e che mi manca la carta...
Elena. (Freddamente) Va.
Rob. Vado a comprarne.
Elena. (Indicando l’uscio che mette in giardino) Di là farai più presto, e troverai chi ti aspetta.
Rob. (Facendo un passo verso di lei) Elena!
Mar. (Entra dal fondo).